...sui genovesi parole sante: io ne sono un degno rappresentante.
un esempio dell'influenza della spira in corto:
le due bobinette (di chiara fabbricazione orientale) sono state montate nuove insieme ed hanno ognuna lo stesso identico carico elettrico, l'unica differenza è che quella di destra ha la lamina di rame collegata al basamento (che quindi dissipa) e lo spessore per isolamento termico mentre quella di sinistra ha solamente la lamina ma non collegata nè lo spessore.
Premetto che entrambe funzionano egregiamente, ma è evidente il diverso "colore" che ha la carta che le avvolge...
Allora Carlo ricapitolando: con le bobine senza il ponte la spira chiusa si deve tassativamente montare,mentre con il ponte a diodi si può tranquillamente togliere che gli fa solo che bene.Mi sembra sia cosi o sbaglio?
Almeno così dovrebbe essere, poi ovviamente sarà la strada a fare da giudice insindacabile.
..ma in quella bottiglietta dietro ai ponti, cosa nascondi (se si può dire...)?
riguardo alla spira chiusa propongo un ragionamento più sottile. Se avessero voluto limitare la tensione tout court, avrebbero semplicemente avvolto meno spire sulla bobinetta, magari impiegando del filo più grosso per farla spingere di più in corrente.
Ma in questo caso l’avviamento sarebbe stato ancora più critico per via della tensione decisamente troppo bassa.
Della serie “la coperta è corta” e se ti copri i piedi (avviamento) ti scopri la testa (picchi ad alti giri) e viceversa.
Quindi serviva un sistema atto a ridurre la tensione agli alti regimi lasciandola il più possibile inalterata ai bassi.
Se osserviamo la bobinetta e la spira chiusa, immediatamente si nota che l’una è l’opposto dell’altra. La bobinetta è costituita da molte spire di filo sottile, mentre la spira chiusa è un unico anello di rame spesso, per giunta in corto.
Come si comportano questi due avvolgimenti in funzione dei giri, e quindi della frequenza delle correnti indotte?
La spira chiusa ha un’induttanza sicuramente molto bassa, pertanto tenderà “rubare” pochissima energia alla basse frequenze, mentre alle alte si comporterà all’opposto.
Viceversa, la bobinetta tenderà a fornire molta tensione alle frequenze basse, per poi autolimitarsi spontaneamente al crescere della frequenza. Se a tale effetto di autolimitazione sommiamo quello antagonista della spira chiusa e il carico dei trasduttori con il loro dirottamento a massa dell’alimentazione, ecco spiegato, credo, il collasso improvviso della tensione presente sul filo verde in presenza di spira chiusa.
Allora Carlo ricapitolando: con le bobine senza il ponte la spira chiusa si deve tassativamente montare,mentre con il ponte a diodi si può tranquillamente togliere che gli fa solo che bene.Mi sembra sia cosi o sbaglio?
Ora siamo in queste condizioni ponti e bobine senza spira chiusa.
Scusa Franco, ma se non vado errato la bobina che facesti secca era collegata con un capo a massa, quindi senza ponte. E senza neanche la spira chiusa a fare da limitatore dei picchi di tensione.