Carlo, mi sa che lunedì a lavoro non ci vado comunque perché oggi ho beccato (o forse sarebbe meglio dire che lui/lei ha beccato me) un'ape/vespone/calabrone sotto un occhio mentre andavo al mare e sono gonfio come un canotto. Che dolore. E' già il terzo insetto che mi becco nel giro di un mese: prima il collo (gonfio quattro giorni), poi mitragliata di pizzichi dentro la maglietta e oggi s'è incastrato sotto gli occhiali massacrandomi.
Mi sa che mi devo far vedere, sono un mostro, sembra che mia abbiano preso per un pungiball.
...A parte questo sono ancora senza spira chiusa e la moto va alla perfezione...
Carlo, come misuri la tensione? AC, DC?
Per quanto riguarda l'accensione "spontanea" non credi che oltre un certo livello di tensioni anche gli spikes aumentano e magari per induzione EM vanno ad innescare il (sensibile) gate del nostro SCR?
Io resto dell'idea di usare i tranzorb comunque...
Mi sembra che il nostro sistema non possa essere alimentato con piu' di 500V (ma devono essere puliti!), se si riuscisse a calmierarlo a 250/300 V sarebbe una grande cosa pero' temo che ad alti regimi, in caso di utilizzo dei tranzorb, questi ultimi scalderebbero in modo esagerato.
Volevo aggiungere una notizia riguardo l'eliminazione della spira in corto: ho approfittato della riparazione del guasto di morano per fare alcuni interventi e fra questi anche l'eliminazione della suddetta spira ma quando ho messo in moto ho scoperto che la fase era terribilmente anticipata anche se andava in moto appena guardavo la pedivella; la lampada strobo mi ha mostrato che l'anticipo era regolare al minimo ma scattava di punto in bianco appena saliva di giri: ho 350V ad appena 1500 giri sul filo verde!!!
Premetto che ho le bobinette della vespa (LML) che hanno quasi 500 ohm di resistenza e quindi tirano fuori molta più tensione di quelle ducati e con il ponte era abbastanza normale arrivare a 200/250V sul filo verde ma l'eliminazione della spira in corto ha fatto balzare alle stelle questo valore con il risultato che quando si supera una certa soglia (circa 400V) il trasduttore va in conduzione spontaneamente facendo scintilla fuori fase.
Mi sono informato da Riccardo (rrr1980) e lui misura una tensione intorno ai 200V (è inutile che spera di rimanere a piedi per non lavorare, con quella tensione non ci riuscirà ) ma monta una bobinetta originale seppur maggiorata e riavvolta.
Possiamo quindi aggiungere questi dati alla nostra ricerca:
l'effetto (negativo) della spira è evidente,
non si può salire oltre un certo limite nella tensione di carica CDI,
se si usano bobinette con moooolte spire non si può levare la spira in corto
In pochi anni sono passato da aver poca tensione ad averne troppa!
penso che a questo punto leverò le bobinette orientali e monterò un paio di vecchie Ducati senza la spira in corto... la sperimentazione continua.
Ma questi benedetti spikes da cosa sono originati? Costruttivamente il nostro alternatore è un generatore sincrono a magneti permanenti, privo di spazzole o di altri dispositivi che aprono e chiudono contatti, quindi circuito sempre chiuso. Cos'è dunque che causa questi picchi stratosferici?
Mi spiego meglio. E’ vero che il distacco improvviso di un carico genera un picco nell’alternatore, ma ciò è dovuto al fatto che la risposta del circuito d’eccitazione non è immediata e, per un attimo, il campo rimane ai livelli corrispondenti al carico precedentemente collegato, generando lo spike. Ora, sempre parlando del nostro alternatore, noi abbiamo i magneti permanenti, per cui il campo è fisso, sempre quello…
Quindi, dato che il ponte offre già notevoli vantaggi, conviene mantenere la spira chiusa (con isolante) per la tutela del nostro prezioso materiale elettrico, a meno di non adottare il soppressore proposto da Piero; almeno fino a quando non si riesca ad accertare l'assenza di sovratensioni potenzialmente dannose.
Giusto?
Sono due tecnologie diverse...una sfrutta l'effetto di limitazione sfruttando l'effetto magnetico, l'altra tecnologia, quella del componente elettronico, taglia gli spikes scaricandoli a massa. Il vantaggio di togliere la spira in cortocircuito, oltre ad avere una tensione di carica maggiore, e' quello di togliere una "fonte di calore" dalla bobinetta che contribuisce, alla lunga, al suo degrado. Limitare gli spikes con dispositivi elettronici allontana la fonte di calore dalla bobina. Questo calore va comunque dissipato e, per questo motivo, questi diodi veloci vanno montati a contatto di supporti metallici. Affinche' non taglino segnale utile occorre sceglierli con tensioni di intervento di almeno 200V (anche 300V potrebbe andar bene). I dispositivi devono essere bidirezionali anche se gli spikes sono di verso negativo, tipicamente si potrebbe usare il tipo 1.5KE200CA oppure il 1.5KE300CA della SGS-Thomson. Da notare che quando questi dispositivi intervengono (praticamente intervengono sempre dal momento che gli spikes si formano continuamente) limitano la tensione a 200V (o 300V) non dando alcun problema all'accensione. Vanno solo tenuti "freschi"...
Tornando al discorso della tensione d'uscita della bobinetta occorre notare che l'energia della scintilla e' proporzionale al prodotto della capacita' (che sta nel trasduttore...circa 1 microFarad) e del quadrato della tensione d'uscita della bobinetta. Per aumentare questa energia si puo' aumentare il condensatore ma poi, ad un certo punto non si potra' salire di giri piu' di tanto (le cariche/scariche diventano troppo lente). Aumentando invece la tensione della bobinetta l'energia di scintilla aumenta con il quadrato ed il regime massimo di giri resta immutato.
Le accensioni elettroniche "da corsa" sono infatti tutte CDI (20000 giri e piu'), con condensatori piccoli ma tensioni di alimentazione di 400V.
Quindi, dato che il ponte offre già notevoli vantaggi, conviene mantenere la spira chiusa (con isolante) per la tutela del nostro prezioso materiale elettrico, a meno di non adottare il soppressore proposto da Piero; almeno fino a quando non si riesca ad accertare l'assenza di sovratensioni potenzialmente dannose.
Giusto?