Bevotroppo, non mi fare venire dubbi che non ho!
Nessuna commutazione; l'interruttore interrompe semplicemente un ramo (positivo) del ponte che, quindi, conduce solo una semionda.
L'altra semionda semplicemente non passa perchè il ramo interrotto (verso i trasduttori) ha verso massa il diodo in interdizione (si dice così?).
Per questo il ponte è autocostruito: dovevo poterlo interrompere
Peraltro, non avendolo in casa il commutatore avrei dovuto cannibalizzarlo dall'overdrive che avevo fatto per la Gibson di mio figlio, e non credo che sarei sopravvissuto
Comunque, grazie per l'appunto, c'è sempre da imparare.
innanzitutto complimenti per le sperimentazioni! riguardo l'utilità del ponte considera che la sola sua funzione è di fornire la maggiore tensione possibile ai trasduttori e quindi maggiormente si noterà la sua presenza in proporzione a quanto era insufficente la situazione precedente.
Comunque l'importanza di una buona scintilla non si esaurisce al momento dell'accensione ma in tutto l'arco dei giri.
Ponte o non ponte, io al momento non sono più molto “collaborativo” in quanto ormai irrevocabilmente lanciato verso le ferie. Destinazione: Corsica, come l’anno scorso.
Esperimenti su camel 501 che non si avvia mai al primo colpo, al contrario del mio kanguro (tutto originale).
Nella prova con il ponte avevo avuto malfunzionamenti che, alla fine, erano con tutta probabilità dovuti a faston solo apparentemente integri.
In ogni caso, visto che avevo tutto aperto e la bobinetta originale a 184 ohm, ho sostituito la bobinetta con una nuova (originale) da 225 ohm e montato un ponte autocostruito ed escludibile via interruttore al manubrio (la ricerca della semplicità di bevotroppo mi ha ispirato!!).
Chiaramente ho verificato tutti i faston e sostituito senza pietà tutti quelli anche solo ossidati.
Risultato: il 501 parte al primo colpo e tiene il minimo a 1000 g/min sia con il ponte che senza.
Da fermo (devo ancora riuscire a salire sulla moto dopo la botta) il motore con il ponte attivo non manifesta irregolarità a qualsiasi regime.
Se riesco, faccio un long-run domenica e vi racconto.
La butto lì: il ponte è utile e conveniente con bobinette a bassa impedenza. Se l'impianto è valido, il ponte non porta vantaggi significativi.
Che ne pensate?
Grazie Carlo, ho visto solo ora.
Dunque,
recentemente con un amico del Forum ci siamo scambiati dei favori e io ho ottenuto una bella rimagnetizzazione del volano (uno di quelli più moderni con la ventola). Aveva perso il 30 per cento, che non è poca cosa. Oggi mi è arrivato, così, prima di montarlo, mi sono segnato il valore della tensione del filo verde con quello vecchio: 140 V a 1.500 giri. Bene. Monto l'altro e noto compiaciuto che siamo saliti a più di 160 V. Melius abundare quam deficiere mi dico, richiudo il tutto e parto. Ma mentre ero serenamente in progressione in sesta marcia con un filo di gas, verso i 4.500 - 5.000 giri ecco che, seppur leggero, RIAPPARE IL MALEDETTO BUCO DI CARBURAZIONE.
AAAAARRRRRGGGGGHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!
Bene, l'esperienza di altri mi suggerirebbe di provare altri trasduttori fino a scovare quale dei due è un po' più debole e sostituirlo. Io però preferirei di gran lunga trovare un sistema esterno che mi consentisse di dividere i trasduttori in due soli gruppi: funzionanti e non funzionanti. Altrimenti si perde la strada di casa.
Ancora convinto che vi sia un problema di SCR che non si riapre, ho acquistato qualche diodo zener e li ho provati qua e là nel circuito di alimentazione dei trasduttori in modo da modificare la forma d'onda con la minor perdita possibile di energia destinata alla ricarica del CDI. Dopo un po’ di prove, mettendo uno zener in serie all'uscita del ponte verso il filo verde dell'impianto allo scopo di ottenere una più prolungata porzione del periodo a corrente zero e favorire il disinnesco dell'SCR, mi sembra che la situazione sia nettamente migliorata.
Siccome però a un certo punto e dopo diversi giri e giretti di prova, alla fine diventa un discorso di impressioni, vorrei che qualcun altro che ha ben presente il problema e magari è in grado di riprodurlo provi a portare avanti questo “filone”. Lo zener era un banale 1N – qualcosa, non mi ricordo se da 3,5 o da 4 e rotti V.
Io tra qualche giorno me ne vado in ferie, e tanti esperimenti non potrò farli prima di 15 giorni.
Pensavo di provare anch'io il sistema con due bobinette e due ponti, insomma, circuiti totalmente separati e indipendenti. Ma come faccio col filo verde che va al blocchetto chiave? Lì a massa devo mandarci necessariamente entrambi i cilindri. Tu come hai fatto? Hai usato due diodi "contrapposti"?