Mah... I ponti diodi c'erano, basta guardare nel regolatore. Direi piuttosto che tutto il sistema d'accensione è un compromesso fra semplicità, funzionalità, affidabilità e costi. Il che ci dà tutto il diritto di intervenire per apportare migliorie.
Bene, ho meglio inquadrato il problema.
Supponiamo di avere bobinetta normale, niente spira chiusa e ponte diodi. E supponiamo – i valori sono pressoché inventati e non fanno testo – di avere 100 V al minimo e 250 a 6.000 giri.
Supponiamo di aver scoperto che 250 sono troppi, il limite sia 200. Allora riduciamo le spire del 20 % ottenendo 200 V a 6.000 giri. Il problema è che avremo 80 V al minimo e non più 100. Io vorrei cercare di conservare questi 100 V o ridurli il meno possibile.
Allora dico: introduciamo nel circuito un elemento più perfezionato della spira chiusa che possa in qualche modo limitare molto la tensione alle alte frequenze e il meno possibile alle basse.
Potrei molto pionieristicamente provare a inserire in serie al circuito della bobinetta il primario (o il secondario) di un piccolo trasformatore, e vedere se effettivamente si ha una flessione maggiore al crescere del numero di giri.
Il problema che recentemente mi sembra stia emergendo è il seguente: gli artifici finora adottati (ponte ed eliminazione della spira in corto) sono per lo più indirizzati a facilitare l’avviamento, poiché è in questa fase che maggiormente si avverte la scarsità di corrente, fisiologica dell’accensione Ducati.
E mi pare ormai pacifico che detti accorgimenti sono forieri di indiscutibili e provati benefici.
Benefici cui però, talvolta, si accompagna un inconveniente: troppa tensione a regimi elevati.
Lasciando momentaneamente a parte il discorso della soppressione dei picchi, il freno elettromagnetico costituito dalla spira chiusa ha proprio questo scopo: limitare la tensione agli alti regimi cercando di lasciarla il più possibile inalterata al minimo. Se fosse stato sufficiente ridurre le spire e impiegare una sezione maggiore, credo che in Ducati l’avrebbero fatto molto volentieri, ma evidentemente
Ma evidentemente aggiungo io per risparmiare un filo di cablaggio e un ponte diodi questo non era possibile. Col ponte DIODI e un filo in più la cosa dovrebbe essere possibile : Meno tensione e carica più completa del condensatore anche a bassi regimi. Secondo me col ponte diodi e senza "spira chiusa" il dimensionamento bobina è tutta un'altra storia. Ciò che hanno fatto in DUCATI con quello che era economicamente dato a disposizione e che ai tempi era disponibile (Sicuramente non i ponti diodi a basso costo e affidabili disponibili oggi ) è anche quella un'altra storia.
Quindi volendo fare una bobina ad accensione ad HOC per ponte diodi senza spira : Meno spire del solito ?
in effetti questa dovrebbe essere la strada percorribile; l'esperimento di rrr1980 con la sua bobinetta riavvolta e senza schermo induce a ben sperare; aggiungerei la doppia bobinetta, i ponti e la bobina di ricarica batterie con collegamento "ponte" (e relativi sistemi), il tutto per dire la parola "fine" sui problemi elettrici delle nostre moto.
Dovrò quindi ricrearmi un banco prova parti elettriche che però superi i limiti di quello precedente.
Il problema che recentemente mi sembra stia emergendo è il seguente: gli artifici finora adottati (ponte ed eliminazione della spira in corto) sono per lo più indirizzati a facilitare l’avviamento, poiché è in questa fase che maggiormente si avverte la scarsità di corrente, fisiologica dell’accensione Ducati.
E mi pare ormai pacifico che detti accorgimenti sono forieri di indiscutibili e provati benefici.
Benefici cui però, talvolta, si accompagna un inconveniente: troppa tensione a regimi elevati.
Lasciando momentaneamente a parte il discorso della soppressione dei picchi, il freno elettromagnetico costituito dalla spira chiusa ha proprio questo scopo: limitare la tensione agli alti regimi cercando di lasciarla il più possibile inalterata al minimo. Se fosse stato sufficiente ridurre le spire e impiegare una sezione maggiore, credo che in Ducati l’avrebbero fatto molto volentieri, ma evidentemente ciò avrebbe determinato una tensione al minimo decisamente insufficiente. Ecco perché la spira chiusa: un freno, appunto, semplice ed estremamente economico per quanto spartano, che interviene al bisogno, rendendo l’andamento della tensione non lineare (anche se lineare non lo sarebbe comunque) al crescere dei giri.
Quindi, ricapitolando, abbiamo l’esigenza di avere la tensione più alta possibile al minimo, riducendola in proporzione all’aumentare dei giri. Quindi della frequenza.
E potremmo farlo anche lasciando il nostro caro ponte senza spira chiusa. Come? Se noi inseriamo in serie al circuito della bobinetta, prima del ponte, un solenoide, ossia una bobina, un banale avvolgimento di rame attorno a un nucleo di ferro, essa si opporrà al passaggio della corrente alternata in modo sempre maggiore al crescere della frequenza, quindi, dei giri motore.
Resterà inalterata – o varierà di poco – la tensione al minimo, mentre al salire dei giri la bobina ostacolerà sempre di più il passaggio di corrente, livellandola su valori accettabili.
Ovviamente tale bobina andrà accuratamente dimensionata stabilendone con un po’ di prove il numero di spire, la sezione del filo, la presenza o meno di un nucleo ferroso o la possibilità di poterlo muovere per ottenere una sorta di taratura.
Resta da capire:
1. se la presenza di un’induttanza in serie alla bobinetta non abbia a generare ulteriori picchi, o comunque, trattandosi di transitori molto ripidi, li rispedisca al mittente assassinando in breve tempo la bobinetta stessa;
2. va considerato un inevitabile innalzamento di tensione ai capi della bobinetta, con conseguente rischio per l’isolante;
3. dove sistemare la bobina-freno, qualora risulti essere di dimensioni non trascurabili;
4. stabilire in primis quali sono i valori ottimali delle tensioni di lavoro dei trasduttori, così da orientarsi bene nel dimensionamento del dispositivo.
Carissimo...
Nella mia ,il sensore dell'olio è presente.
Con il banco nuovo,a motore freddo la spia si spegne anche solo con l'azione della pedivella...onestamente però,non sò a quanti bar sia tarata....il venditore mi disse che è la stessa montata di serie sui modello successivi...
e utilizzare il relè del motorino di avviamento?????Sarebbe una castroneria?
bene la bobinetta riavvota funziona con 70 Hom mi da 220 volt a 8k a vuoto
mentre quella della vespa a 500 Hom sempre a 8k ben 400 volt sempre non collegata, ma
credo non possa adattarsi ai nostri trasduttori, con quel livello di Hom la corrente sia troppo
scarsa per alimentarne due, altre prove nei prossimi.
Carlo, bello il supporto ricavato dal pieno, sarebbe intressante da quel pezzo realizzare
due estensioni( tipo piastra kokusan) in modo da posizionare i pick-up sul volano ducati
con le angolazioni esatte,visto che hai la possibilità.
Io ho alimentando i trasduttori con 400V (sotto carico, il valore a vuoto non è rilevante considerando la forma d'onda generata) e superando un certo valore di tensione si ha l'innesco spontaneo (e quindi fuori fase) dei trasduttori stessi, ma questo è "di fatto" una valvola di sicurezza che impedisce ulteriori aumenti del voltaggio con il risultato che ripristinando una tensione normale il trasduttore riprende a funzionare regolarmente senza manifestare danni.
Ma per arrivare a questi livelli avevo levato la spira in corto (schermo in rame), vero freno elettromagnetico di tutto il sistema, solo con il ponte non ci sono problemi (se non di tenuta della bobinetta); i trasduttori in gioco erano quelli grigi.
Il sistema di Kanguro85 è valido ma se mi permettete suggerirei una miglioria: si potrebbe utilizzare il sensore della pressione dell'olio per mettere a massa l'anodo di uno dei diodi che compone il ponte, questo farebbe sì che alla partenza (pressione olio assente) il collegamento sia "a ponte" mentre al salire della pressione il collegamento diventi "tradizionale" (ma non si potrebbe utilizzare la spia...).
Pierluigi, non ho uno statore con supporti per i captatori kokusan ma se mi mandi un disegno debitamente quotato mi metto all'opera: tecnicamente non vedo problemi per la modifica, vedremo...
Con il captatore rosso e le bobine nere "piatte" ho avuto qualche problema
Sono rientrato con il motore che andava a 1 , ho cambiato solo il trasduttore del 2 , ho tolto il ponte , e la moto ha fatto altri 500 Km bene....
non sarà che con i primi impianti l'elevata tensione danneggi i trasduttori?
è un dubbio che ho avuto anch'io, in quanto ho l'impianto originale con bobine nere piatte...
ho montato anch'io il ponte, ma non ho ancora avuto modo di circolare su strada per provarlo... alla luce di queste ultime informazioni mi è venuto il timore di danneggiare i trasduttori.
penso che farò come Kanguro85. che si è costruito un ponte di Graez saldando 4 diodi in una basetta millefori applicando un'interruttore in modo da includere/escludere il ponte.
con questo sistema posso beneficiare dei vantaggi del ponte all'avviamento e al minimo.... e in marcia lo escdludo...
Moto Morini 3 1/2 Sport k 1980
Kawasaki Gpz 900R...