PONTE A DIODI SU ACCENSIONE

27/06/2013 18:19 - 27/06/2013 18:26 #12231 da morini52
Risposta da morini52 al topic R: PONTE A DIODI SU ACCENSIONE
Ciao Carlo,l'anno scorso ho postato una foto dello statore montato sul Bombardino,con una bobina indiana bruciatasi a Varano de Melegari in circuito,come sai io uso due bobine sottovolano per l'accensione,montate senza la spira chiusa.In quell'occasione mi fu detto che la causa era il mancato montaggio delle stessa,ora alla luce degli ultimi ragionamenti........era giusto allora, o adesso le cose sono cambiate ?

WORK IN PROGRESS MORINI52
Valsesia.....
La...

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27/06/2013 16:53 #12230 da bevotroppo
Risposta da bevotroppo al topic R: PONTE A DIODI SU ACCENSIONE
Ragazzi, non ci si può assentare un paio di giorni che voi mi riempite due pagine di forum... fantastico!:woohoo:
Comunque andiamo con ordine: un caro amico si è preparato un 500 un pò pepato ma aveva problemi di accensione quindi si è montato il ponte e la moto ha cominciato a partire subito per ritrovarsi però con il motore che si autolimitava intorno ai 4000 giri; levando il ponte ricominciavano le difficoltà di accensione ma una volta accesa il fenomeno di autolimitazione spariva (ha l'impianto originale pick-up rosso + trasduttori neri); gli ho risposto che il problema viene da uno dei trasduttori in quanto è noto da tempo che questo fenomeno è attribuibile ad un trasduttore difettoso ma dato che non ne aveva di ricambi gli ho promesso che gli avrei disegnato un circuitino che inserisce/disinserisce il ponte tramite un interruttore o comandato dalla spia dell'olio con un relè.
Il circuitino lo ho disegnato ma non lo avevo ancora spedito quando mi ha telefonato che gli è successa una cosa strana: si è fatto rimagnetizzare il volano e questo gi ha permesso di avere facili partenze ma ora il fenomeno dell'autolimitazione gli si ripresenza anche senza ponte!
Tutto ciò ci permette di trarre alcune conclusioni: non è il ponte che provoca il fenomeno nè la frequenza bensì la quantità di energia che arriva al trasduttore che lo manda in crisi, sono quindi innocenti anche le centraline Vespa ma si tratta di un guasto subdolo, forse più frequente di quanto ci si aspetti, che si manifesta quando forniamo più energia (sia tramite il ponte sia tramite un volano "robusto") ed il componente in crisi trascina con sè anche l'altro trasduttore in quanto hanno l'alimentazione in comune.
Sapere cosa va in crisi lì dentro non sarà facile (maledetta resina) forse l'isolamento del condensatore, forse l'SCR, ma non credo che a questo punto sia importante.

La spira chiusa è quella lamiera di rame che sta all'inizio della bobinetta (con interposti degli spessori isolanti) ed è rivettata sul basamento: la sua funzione (come ben esposto da Piero) è quella di fare da "stabilizzatore di tensione" per la tensione di uscita della bobinetta perturbando il campo magnetico che la raggiunge e pur nella sua semplicità funziona ma ha degli inconvenienti, il principale è che produce calore ed è per questo che ha una propaggine fino al basamento per smaltire calore e che (come ha scoperto Riccardo) ha richiesto uno spessore di amianto verso la bobinetta ed inoltre riduce l'efficenza della stessa.
La sua funzione però è (era) indispensabile: a vuoto la tensione saliva oltre i 1000V a tutto danno dei componenti, il lavoro di Marcus ha però dimostrato che questi picchi riguardavano solo la componente negativa della semionda in quanto NON impegnata a caricare il condensatore ( e da questo la sua proposta di applicare un componente elettronico di assorbimento) ma l'utilizzo del ponte ha risolto questo problema in quanto anche la componente negativa si riversa sul condensatore limitando il valore della tensione raggiunta esattamente come la semionda positiva.
A questo punto la spira in corto potrebbe anche sparire :ohmy: , resta solo da vedere quali tensioni si raggiungono e fortunatamente basta il tester (eventualmente potremmo ri-mettere i tranzorb ma di un valore alto come protezione)

Volevo aggiungere una considerazione: sono orgoglioso di aver a che fare con questa "gabbia di matti", continuamo così.....
Ringraziano per il messaggio: kanguro85

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27/06/2013 13:58 #12222 da kanguro85
Risposta da kanguro85 al topic R: PONTE A DIODI SU ACCENSIONE
Mi sono perso qualcosa.
La spira chiusa di cui parlate (della quale ho capito la funzione) dove si trova ed a quali capi è collegata (visto che non la trovo nei vari schemi)?
Mi date un riferimento a qualche topic che mi sono perso o qualcuno ha la pazienza di spiegarmi meglio?
:grz;

colle aste e bilanceri
oggi vo meglio di ieri :-D...

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27/06/2013 11:09 #12217 da piero57
Risposta da piero57 al topic R: PONTE A DIODI SU ACCENSIONE

Capito il tutto Piero.

Evidentemente il flusso generato dalla spira in corto inizia a prevalere da un certo regime in poi determinando la repentina discesa della tensione risultante sul verde.

Beh, io ho il ponte, per cui credo lascerò tutto così com'è adesso, tra l'altro tempo fa avevo provato a mettere un soppressore ma si comportava come un corto facendo spegnere la moto.

Riccardo, la spira in corto si comporta come un campo magnetico rotante che si oppone al flusso magnetico principale (c'e' un segno "-" nella legge di Lenz)...comunque a noi interessa l'aspetto pratico e cioe' che quella spira ci limita la tensione generata dalla bobinetta.
Per quanto riguarda il soppressore devi scegliere innanzi tutto un componente bidirezionale veloce (percio' si prende il tranzorb al posto di un comune zener). Il tranzorb lo devi prendere con una tensione di innesco di circa 1.5 volte almeno la massima tensione che puoi raggiungere sul filo da proteggere. Se ad esempio hai misurato 200V massimi allora prendi un tranzorb da 300V. In questo modo, se ci sara' uno spike da 1000V verra' tagliato e durando questo spike un tempo infinitesimo non ti accorgerai del taglio della tensione.

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27/06/2013 06:30 #12211 da rrr1980
Risposta da rrr1980 al topic R: PONTE A DIODI SU ACCENSIONE
Capito il tutto Piero.

Evidentemente il flusso generato dalla spira in corto inizia a prevalere da un certo regime in poi determinando la repentina discesa della tensione risultante sul verde.

Beh, io ho il ponte, per cui credo lascerò tutto così com'è adesso, tra l'altro tempo fa avevo provato a mettere un soppressore ma si comportava come un corto facendo spegnere la moto.

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26/06/2013 21:44 - 26/06/2013 21:59 #12209 da piero57
Risposta da piero57 al topic R: PONTE A DIODI SU ACCENSIONE

Ragazzi!

Ho tolto la spira chiusa dalla bobinetta, rimontato il tutto e provato col tester. La tensione è sui 140 V al minimo (poi supera i 160) e lo scalino (discesa repentina della tensione all'aumentare dei giri) è sparito!!! Ma come è possibile ciò?

La spira chiusa si comporta come una sorta di limitatore di fem generata dalla bobinetta. Il flusso magnetico generato dalle calamite rotanti, concatenandosi con le spire della bobinetta ( che non sono in cortocircuito) genera una tensione sul filo verde. La forza em che si genera sulla spira in cortocircuito genera un flusso (anche questo concatenato con la bobinetta) sfasato con il flusso principale e che si oppone a questo, limitando l'effetto del campo principale e poi, in definitiva, lavtensione sul filo verde.
Ora, in questo modo si ottengono tensioni piu' alte sul filo verde ( e scintille piu' potenti sulle candele) ma bisogna fare in modo che gli spikes di alta tensione che si generano non devono raggiungere il trasduttore. Bisognerebbe quindi inserire un tranzorb bidirezionale da 200V tra filo verde e massa. Io ragiono sempre nel caso "senza ponte" per me piu' affidabile...

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26/06/2013 18:13 - 26/06/2013 18:13 #12207 da rrr1980
Risposta da rrr1980 al topic R: PONTE A DIODI SU ACCENSIONE
Ragazzi!

Ho tolto la spira chiusa dalla bobinetta, rimontato il tutto e provato col tester. La tensione è sui 140 V al minimo (poi supera i 160) e lo scalino (discesa repentina della tensione all'aumentare dei giri) è sparito!!! Ma come è possibile ciò?

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26/06/2013 08:37 #12200 da piero57
Risposta da piero57 al topic R: PONTE A DIODI SU ACCENSIONE

Vi è anche da dire che con l’uso del ponte la tensione non arriva mai realmente a zero (massa) ma a + 0,7 V (caduta del diodo) e questo (Piero) anche se l’istante è in teoria sufficientemente lungo può lasciare l’SCR chiuso.
In considerazione di tutto questo pertanto ho pensato di abbassare di qualche V sotto lo zero dell’impianto lo zero dell’alimentazione dell’accensione, ottenendo una maggior durata del passaggio da 0 V e un abbassamento di quel + 0,7 che potrebbe dare fastidio. A questo proposito si potrebbe anche provare ad usare un ponte con diodi Schottky guadagnando qualche decimo di V.

Riccardo, vero che i diodi hanno la soglia a 0.7V ma proprio questo aiuta meglio lo spegnimento dell'SCR, non per tensione ma per caduta della corrente anodica. La curva teorica dell'onda raddrizzata (a doppia semionda) presenta delle "punte" in corrispondenza dell'asse x (lo 0 V). In realta' quando la tensione sul diodo scende e raggiunge appunto la soglia di 0.7V allora la corrente (anodica) smette di circolare nel ponte un pochino prima che la "punta" tocchi l'asse X e questo assicura lo spegnimento dell'SCR. Quello che sulla curva teorica sono tante punte che toccano l'asse X in realta' sono delle piccole zone piatte in cui non circola la corrente. Questo fenomeno e' ben noto agli esperti di HIFI perche' in pratica rappresenta la cosiddetta "distorsione d'incrocio" negli stadi finali degli amplificatori in classe B. In questo caso e' qualcosa di deleterio, nel nostro caso direi che aiuta. Quindi anche passare ai diodi Schottky non e' di grande utilita'.
Per quanto riguarda invece le considerazioni sul minimo...e' vero che qui non stiamo giocando a chi c'e' l'ha piu' grosso :) (in questo caso piu' basso...) pero' credo che un minimo basso e regolare, come nel tuo caso, e' solo la manifestazione che il tutto e' perfettamente a punto. Poi, una volta ottenuto un bel minimo basso uno e' libero di tirarlo su un pelino per l'uso normale.

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