- Messaggi: 800
- Ringraziamenti ricevuti 256
Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.
Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.
Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.
Riccardo, la spira in corto si comporta come un campo magnetico rotante che si oppone al flusso magnetico principale (c'e' un segno "-" nella legge di Lenz)...comunque a noi interessa l'aspetto pratico e cioe' che quella spira ci limita la tensione generata dalla bobinetta.Capito il tutto Piero.
Evidentemente il flusso generato dalla spira in corto inizia a prevalere da un certo regime in poi determinando la repentina discesa della tensione risultante sul verde.
Beh, io ho il ponte, per cui credo lascerò tutto così com'è adesso, tra l'altro tempo fa avevo provato a mettere un soppressore ma si comportava come un corto facendo spegnere la moto.
Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.
Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.
La spira chiusa si comporta come una sorta di limitatore di fem generata dalla bobinetta. Il flusso magnetico generato dalle calamite rotanti, concatenandosi con le spire della bobinetta ( che non sono in cortocircuito) genera una tensione sul filo verde. La forza em che si genera sulla spira in cortocircuito genera un flusso (anche questo concatenato con la bobinetta) sfasato con il flusso principale e che si oppone a questo, limitando l'effetto del campo principale e poi, in definitiva, lavtensione sul filo verde.Ragazzi!
Ho tolto la spira chiusa dalla bobinetta, rimontato il tutto e provato col tester. La tensione è sui 140 V al minimo (poi supera i 160) e lo scalino (discesa repentina della tensione all'aumentare dei giri) è sparito!!! Ma come è possibile ciò?
Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.
Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.
Riccardo, vero che i diodi hanno la soglia a 0.7V ma proprio questo aiuta meglio lo spegnimento dell'SCR, non per tensione ma per caduta della corrente anodica. La curva teorica dell'onda raddrizzata (a doppia semionda) presenta delle "punte" in corrispondenza dell'asse x (lo 0 V). In realta' quando la tensione sul diodo scende e raggiunge appunto la soglia di 0.7V allora la corrente (anodica) smette di circolare nel ponte un pochino prima che la "punta" tocchi l'asse X e questo assicura lo spegnimento dell'SCR. Quello che sulla curva teorica sono tante punte che toccano l'asse X in realta' sono delle piccole zone piatte in cui non circola la corrente. Questo fenomeno e' ben noto agli esperti di HIFI perche' in pratica rappresenta la cosiddetta "distorsione d'incrocio" negli stadi finali degli amplificatori in classe B. In questo caso e' qualcosa di deleterio, nel nostro caso direi che aiuta. Quindi anche passare ai diodi Schottky non e' di grande utilita'.Vi è anche da dire che con l’uso del ponte la tensione non arriva mai realmente a zero (massa) ma a + 0,7 V (caduta del diodo) e questo (Piero) anche se l’istante è in teoria sufficientemente lungo può lasciare l’SCR chiuso.
In considerazione di tutto questo pertanto ho pensato di abbassare di qualche V sotto lo zero dell’impianto lo zero dell’alimentazione dell’accensione, ottenendo una maggior durata del passaggio da 0 V e un abbassamento di quel + 0,7 che potrebbe dare fastidio. A questo proposito si potrebbe anche provare ad usare un ponte con diodi Schottky guadagnando qualche decimo di V.
Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.