Avete letto l'insersione su subito.it a proposito di cinghia, il venditore ne propone alcune di materiale poliretano con anima in acciaio, la marca good year, cosa ne pensate.
Correre veloce contro il vento è libertà del mio...
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A questo punto mi chiedo: avrebbe senso aggiustare con una pelata al tornio l’esterno del rocchetto in adattamento alla cinghia per farla “calzare” meglio eliminando il gioco? Oppure si rischia di farla troppo lasca?
sicuramente la cinghia si lascherebbe, ma se in origine fosse troppo tesa riducendo il diametro del rocchetto "rientrerebbe" in una tensione corretta e si ridurrebbe l'angolo del lasco......
A volte ho notato, anche con cinghie nuove e di comprovata bontà, che muovendo alternativamente nei due sensi il volano e guardando il posizionamento della cinghia sul rocchetto albero a camme, essa “accosta” da una parte e dall’altra, mentre il rocchetto resta fermo. In pratica si forma un angolo morto di qualche grado, dovuto al gioco dei denti della cinghia nelle rispettive cave. Questo avviene soprattutto a freddo quando la cinghia è notoriamente più lasca, mentre a caldo credo che l’aumentare della tensione mascheri il fenomeno impedendo questo lieve slittamento.
Ora, dato che i denti hanno un profilo a zeppa, ossia i due fianchi non sono paralleli ma convergenti, mi viene da pensare che se la cinghia affondasse appena un po’ di più nel rocchetto questo angolo morto verrebbe ripreso. Ciò non avviene perché i denti del rocchetto arrivano a toccare fino in fondo le cave della cinghia (che quindi non può scendere oltre), mentre invece quelli di quest’ultima non toccano perfettamente le cave nel rocchetto.
Sarei curioso di misurare l’altezza dei denti della cinghia (1,91 mm) e paragonarla alla profondità delle cave, credo che troverei qualche decimo di differenza. Forse è questa la spiegazione alla differenziazione in tre classi A, B e C.
Non è quindi una questione di interasse fra albero motore e albero a camme, ma forse tutto si risolve nelle dispersioni della lavorazione esterna del rocchetto in ghisa, che ovviamente va ad incidere anche sulla tensione della cinghia, dato che cambia la circonferenza dello stesso.
In Morini probabilmente, per non buttare i rocchetti venuti male, li hanno abbinati con cinghie differenziate. E ho anche un indizio a sostegno di ciò: i primissimi esemplari di 3 ½ non hanno alcuna stampigliatura nel rocchetto. Forse se ne sono accorti dopo, come del resto per molti altri particolari (bielle, forcelle cambio, ingranaggi etc…).
A questo punto mi chiedo: avrebbe senso aggiustare con una pelata al tornio l’esterno del rocchetto in adattamento alla cinghia per farla “calzare” meglio eliminando il gioco? Oppure si rischia di farla troppo lasca?
rispetto alla lunghezza nominale (se non sbaglio 124 L >12,37 pollici >314,33 mm) che scostamenti danno le sigle A B C?
Mi sembra di ricordare 0.3mm tra ognuna...
Inoltre avevo sentito dire, ma mi aspetto il parere di persone piu' informate, che in fabbrica veniva misurato l'interasse tra i rocchetti dentati e, in base agli scostamenti, si stampigliava sul rocchetto superiore la lettera A, B o C. Poi si montava la cinghietta corrispondente.
avevo sentito anche io che la stampigliatura sul rocchetto dipendeva dall'interasse....
ma le misure sono B =nominale, A=corta, C=lunga
o come si devono interpretare?
rispetto alla lunghezza nominale (se non sbaglio 124 L >12,37 pollici >314,33 mm) che scostamenti danno le sigle A B C?
Mi sembra di ricordare 0.3mm tra ognuna...
Inoltre avevo sentito dire, ma mi aspetto il parere di persone piu' informate, che in fabbrica veniva misurato l'interasse tra i rocchetti dentati e, in base agli scostamenti, si stampigliava sul rocchetto superiore la lettera A, B o C. Poi si montava la cinghietta corrispondente.
Non è questione di marca, ma piuttosto di c..o! ho trovato differenze marcate fra cinghie della stessa marca ma che magari avevano una grafica differente, segno probabile di lotti o fabbriche diverse; oggi sono tutte multinazionali globalizzate e cosa arriva in negozio e da dove è un mistero.
Comunque secondo il mio vecchio meccanico ex rivenditore Morini, la stessa casa suggeriva un' adattamento a base di cartavetrata intorno alla puleggia dentata dell'asse a camme quando non fossero reperibili le cinghie con la giusta tolleranza (le famose lettere A-B-C stampate sulla puleggia) ma personalmente piuttosto che ammattirmi con la carta vetrata preferisco farmi un giro tra i vari negozi.
L'ultima cinghia Gates che ho comprato risale a 3 anni fa, e il prezzo fu di 6,5 o 7 euro... Nn sono sicuro. Ma nn è questo il punto.
Ho voluto recensire un altro prodotto, che per le nostre moto. A mio avviso. Non va bene!
Troppo tesa, e troppo rigida.
Si rischia di far lavorare in modo anomalo le bronzine di banco...
Spero sia utile per qualcuno
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Moto Morini 3 1/2 Sport k 1980
Kawasaki Gpz 900R...