Però mi devi spiegare le sensazioni della valvola di scarico
maggiorata, e il tuo ritorno alla originale.
Dato che il mio motore ha tarature che non fanno testo.
Sono interessato..... Prima di buttare preziosi euri
Grazie.....
Le valvole erano derivate da quelle della Daewoo Nubira 1.6, fu necessario portare il diametro del fungo a 25,5 quindi adattare lo stelo in lunghezza, realizzando altresì lo scarico per i semiconi con nuova tempra (cannello & olio). Ovviamente fu necessario anche sostituire le sedi e raccordare i condotti.
Risultato: discreto aumento di coppia e, paradossalmente, non di allungo; consumi invariati, aumento del rumore di scarico. Carburazione (e relativi difetti) invariata.
Per onestà intellettuale devo però precisare che le valvole impiegate non avevano il profilo “a pera” come le originali, ma erano abbastanza piatte. Allo smontaggio, sul fungo notai una distribuzione discontinua dei depositi, che mi fece sospettare il formarsi di forti turbolenze immediatamente a valle della valvola. Probabilmente la forma della valvola e quella del condotto non erano ben armonizzate e questo provocava un certo bailamme a livello di fluidodinamica.
Successivamente ho trovato a un mercatino le valvole del 478, che, con qualche modifica, potrebbero essere impiegate su teste 350. Però non ne sento minimamente la necessità.
Però mi devi spiegare le sensazioni della valvola di scarico
maggiorata, e il tuo ritorno alla originale.
Dato che il mio motore ha tarature che non fanno testo.
Sono interessato..... Prima di buttare preziosi euri
Grazie.....
Ho appena concluso un piccolo restauro della moto, durante il quale il motore ha avuto occasione di “posarsi” sul banco per qualche aggiornamento non troppo impegnativo.
Due le modifiche, limitatamente alle teste:
1. lavorazione dei condotti di aspirazione col maschio conico di cui avevo già parlato, e accorciamento guide
2. lavorazione delle valvole di aspirazione secondo quanto indicato nell’articolo qui sotto
Non sto a spiegare quello che sicuramente si può capire dalle foto e dall’articolo stesso, ma posso riferire gli effetti: nonostante il clima invernale il motore ha voluto getti più piccoli (da 44 a 42 il minimo e da 112 a 110 il massimo); le candele sono perfettamente nocciola e non si avvertono buchi. Nella guida, ha preso coppia sotto i 5.000 giri, riprende bene in sesta dai fatidici 90 km/h ed è molto disponibile a girare in alto.
Risultato dunque sicuramente positivo, che tuttavia non sono in grado di attribuire all’una o all’altra modifica, o a entrambe. In ogni caso sono molto soddisfatto, anche perché ho realizzato in prima persona delle stregonerie di cui fino a poco tempo fa non mi ritenevo all’altezza.
Ulteriori dettagli se interessano, non voglio intasare il Forum se non richiesto.
Quel che è giusto è giusto e va riconosciuto. Parto da lontano per far capire meglio: alcuni giorni fa ho sostituito il rocchetto condotto della distribuzione con uno da me ideato (lo si può vedere nella rubrica orrori tecnologici & altre amenità), che consente di variare la fasatura con grande accuratezza e senza dover più riposizionare l’altro rocchetto.
Quando sono andato a montarlo, l’ho regolato a occhio avvolgendolo una cinghia a cavallo tra quest’ultimo e l’originale, e verificando poi in controluce la posizione degli scassi chiavetta, che mi sembravano allineati.
Richiuso il tutto e partito, riecco il buco di carburazione! Sospettando di non aver regolato la fase del rocchetto in modo perfetto (dice il detto: a occhio non si sceglie neanche la moglie), ho controllato l’anticipo con la stroboscopica, trovandolo fuori di una decina di gradi in ritardo. Ho regolato dunque a 34° e sono ripartito: buco nuovamente scomparso, motore brillante e regolare.
Scriveva nick16 in un passo del nostro dibattito:
“[…]La conferma di questa ipotesi [anticipo di accensione quale concausa del buco, ndr] mi è venuta quando sono passato dall'accensione Ducati ad una mia accensione autocostruita, con la possibilità di variare a piacimento l'anticipo. Ho avuto modo di verificare che, indipendentemente dal settaggio della carburazione, la presenza e l'intensità del buco è strettamente legata alla curva di anticipo”.
Aveva ragione. Resta comunque fermo quel che avevo già scritto nei giorni scorsi circa la fluidodinamica, ma ora ho toccato con mano anche quest’altro fenomeno - di cui non mi ero accorto prima - che indica chiaramente la partecipazione di più variabili.
Mi viene da sospettare che l’anomalia di alcuni esemplari di trasduttori (specie quelli neri primo tipo) non risieda tanto in una scintilla debole, quanto in una diversa risposta in termini di curva d’anticipo.
Pronto il “maschio” di riscontro. Lungo 44 mm, di forma troncoconica con base maggiore 24 mm e base minore 23 mm.
Pensavo di rilevare solo qualche imperfezione, ma una volta provato sul condotto, ho trovato differenze macroscopiche. Dovrebbe arrivare a pari sull’imboccatura dopo la parte filettata, invece si pianta quasi subito.
Non parliamo dei collettori in tre pezzi (pure essi internamente conici 25 => 24), per i quali sto pensando di realizzare delle mensole con cui prenderli al tornio e lavorarli in modo molto più agile (poi è chiaro che il tutto andrà assemblato e rifinito a mano).
Devo essere onesto: lavorando le teste secondo queste misure, mi aspetto gli stessi inconvenienti già oggetto di polemiche.
Conoscendoti credo fermamente che Tu scriva senza malizia, e tonicsix è preceduto da una tale reputazione da essere al di sopra di ogni sospetto, sono diatribe che de visu non succederebbero, è l'informatica che alimenta i malintesi. Guardatevi nelle palle degli occhi con un bicchiere di buon rosso in mano e tutto evaporerà come quel famoso personaggio, o si scioglierà come lacrime nella pioggia (un po' triste come immagine, lo so, ma non posso resistere a Blade Runner!). A parte gli equivoci, chi sperimenta rischia anche il fallimento dell'esperimento, lo so ben io che ho reso inservibile un mucchio di ferramenta, anche preziosa; quando si tocca una cosa si deve toccare di conseguenza tutta una serie di altre cosine, le variabili in campo sono molte, e più è radicale la modifica, più le variabili aumentano. Tornassimo ad argomenti sul topic? E buon divertimento a tutti con gli esperimenti e le migliorie, e anche con le toppate, nessuno è infallibile, tranne quel desso che in tutta modestia diede del cretino a Enzo Ferrari.
Ma certo. Toni è uomo d’esperienza e indiscutibilmente capace, il suo limite sta in un certo manicheismo, e siccome io sono un demolitore sistematico di certezze (comprese le mie), un po’ d’attrito fra noi di tanto in tanto è inevitabile. Ma ciò non toglie che possa essere salutare.
Prendo spunto dal suo ultimo intervento in cui cita le misure del progetto, per rilanciare.
Questa è la geometria del condotto d’aspirazione:
A breve avrò a disposizione un maschio in acciaio di forma complementare alle dimensioni del disegno, me ne servirò per fare dei riscontri con blu di Prussia; per i collettori in alluminio in tre pezzi la cosa si fa più complicata, ma non impossibile. Ne darò conto a seguire.