Quest'anno ho una situazione tale che ben difficilmente potrò usare la moto e posso permettermi solo qualche fugace apparizione in officina (ed a orari assurdi!)
Quindi ho deciso di preparare un motore di ricambio in quanto il mio ha ormai superato i 150.000 Km e comincia a presentare segni di stanchezza; a tale scopo ho cominciato a lavorare su un motore comprato in fiera ed ho trovato sorprese buone e cattive: tra le ultime vi era il serraggio eccessivo di molti dadi ma nulla a confronto di quando ho provato ad estrarre il volano!
Già smontare il dado da 22 è stata un'impresa ma quando ho applicato il mio normale estrattore è stato chiaro che sarebbe stata dura...
Il mio estrattore aveva la parte spingente fatta con un bullone M10 che ho stretto fino a vederlo torcere ma senza risultato. sono seguite solenni martellate (altrettanto solenni nomine di varie divinità) riscaldamenti con la torcia a gas fino a 150° e relativi raffreddamenti (altri moccoli...) e tutto è stato inutile.
Mentre il volano rimaneva sotto tiro ho ricostruito un estrattore con la vite spingente diametro 18x1 contando sul fatto che un passo piccolo unito ad un grosso diametro mi avrebbe garantito una notevole spinta e sufficiente resistenza per usare lunghe leve.
E' stato un'altro fallimento: nemmeno con due leve da 1 metro (+ fiamma + martellate) sono riuscito a sbloccarlo, serviva una soluzione alternativa:
con una smerisliatrice angolare ho portato via le teste dei ribattini
quindi ho levato la campana del motorino di avviamento
e con l'aiuto di un estrattore ho levato il volano vero e proprio
mettendo a nudo finalmente il mozzo
l'idea era appunto di scaldarlo per farlo dilatare (sempre mantenendolo sotto tiro)
utilizzando una schermatura per preservare lo statore ho usato una pistola ad aria calda
ma anche questo è stato un buco nell'acqua; serviva più calore ed allora ecco il cannello ossiacetilenico!
ho portato al color rosso la zona in questione ma anche questo non è bastato (anche l'estrattore ha assunto un colore bluastro!)
serviva un calore più concentrato e più rapido che non desse il tempo di trasmetterlo all'albero: prima ho usato il TIG
ma anche questo non è servito ed alla fine ho optato per il
classico elettrodo al rutile con la corrente a livello massimo contemporaneamente martellando la chiave da 22 (appoggiata sull'incudine) a svitare e finalmente ha ceduto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
é evidente che ho dovuto strappare un pezzo di chiavella!
ma alla fine era tutto smontato
andava ripulito il materiale d'apporto depositato sull'esterno del mozzo e si vede l'effetto sulla struttura del metallo provocata della saldatura
mentre il cono è salvo ma resta stampata (fortunatamente non in rilievo) l'impronta del cono!
Voglio ringraziare tutti gli amici a cui ho rotto le scatole telefonicamente per chiedere consigli: Antonio, Franco, Paolo, Riccardo.
Riguardo il precedente meccanico che ha stretto a morte i vari bulloni del motore... sto preparando gli spilloni per il rito woodoo...