I lavori elettronici sono andati avanti, visto che la spalla non e' ancora a posto per lavorare nel box.
Allora, montati i due prototipi dell'accensione digitale programmabile sulle basette definitive e riverificato il funzionamento della basetta-muletto.
In questa foto si vede il sistema simulato al limite del limitatore posto a 10.000giri (a questo regime si passa dal valore di anticipo max prefissato a qualche grado). Nel monitor si vedono la meta' dei giri (circa 5.000) perche' le considerazioni vanno fatte sugli impulsi che arrivano dall'albero a camme che gira alla meta' del valore.
Qui invece si vedono gli stampati definitivi montati. La parte montata e' la sezione microprocessore, quella che permette la programmabilita' dell'anticipo. Questa sezione si puo' inserire tra il captatore (digitale) e le nostre bobine. Continuando a montare nella sezione vuota si puo' realizzare la parte elettronica della sezione CDI ed utilizzare, all'esterno due normali bobine da ciclomotore (o coil on plug). Il circuito fornisce anche un'uscita a 30 KHz nel caso a qualcuno venisse in mente di farsi il convertitore DC-AC ad alta tensione per eliminare la bobinetta (alta tensione del filo verde ricavata internamente).
Pierluigi, io sarei pronto ad iniziare le prove sul tuo banco.
Piero, riesci a montare il tuo sistema di accensione con le bobine integrate sulle testate????
Sarebbe bello vedere il suo funzionamento su questa special.
Pierluigi, l'idea sarebbe quella...ora pero' sono con il braccio al collo e prima di un paio di mesi non se ne parla. Comunque, parlando di questi esperimenti, sul mio banco prova avevo sperimentato la "forza" della scintilla paragonando una bobina convenzionale (provenienza Kawasaki GPZ500) con le bobina integrate, in entrambi i casi pilotate dalla stessa accensione TCI (sempre Kawasaki). Ebbene la scintilla delle bobine convenzionali e' molto piu' potente. Poi, bisogna vedere se queste bobine integrate vanno bene se pilotate da una circuiteria simile alla nostra (CDI). La resistenza del primario di queste bobine integrate ha un valore abbastanza basso quindi dovrebbe andar bene. Per questo motivo, sul circuito stampato che ho fatto fare per l'accensione digitale, ho previsto anche gli spazi e le forature per riprodurre la nostra CDI (trasduttore) con l'uscita verso una bobina convenzionale (o integrata...).
In ogni caso , quando potro' usare entrambe le mani, pensavo di farmi una "basettona" su cui montare l'accensione digitale (il modulo che ora funziona al banco), le due bobine originali Ducati e le bobine integrate. Spostando dei ponticelli si dovrebbe verificare il funzionamento in entrambi i casi. E poi ci sara' bisogno del tuo banco prova...
Piero, riesci a montare il tuo sistema di accensione con le bobine integrate sulle testate????
Sarebbe bello vedere il suo funzionamento su questa special.
Quando montai il 478 sul 3 1/2 incappai nel problema del compensatore che a causa della diversa altezza delle teste non poteva essere un tubo dritto ma necessitava di una doppia "S" addirittura sfalsata sul piano intermedio: per "provare" utilizzai due tubi di scarico per lavandini che avevano già la "s" ed erano in ottone cromato dallo spessore veramente misero prevedendo quindi una durata altrettando misera.
In realtà quando ho smontato il motore il compensatore "provvisorio" era ancora là, intatto.
Quando facevo antenne per cb i tubi di rame li piegavo usando le molle interne da piega e la sabbia mettendo il tubo nella morsa con una dima di legno.
Non dovresti avere bisogno di saldature.
Per i silenziatori dei 2T i prototipi li facevo in rame, ottone, lamiera stagnata e zincata e quant'altro mi avanzava in garage, tutto saldato a lega stagno-piombo.
E a volte il prototipo diventava definitivo
Per il discorso carburazione chiedi a Franco e ad altri con esperienza di pista, che ne sanno sicuramente più di me.