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faccio notare che sui motori da corsa che vincono (e, soprattutto, che non si rompono) nessuno utilizza alberi motore alleggeriti.
diverso è il discorso per le bielle.
per quella che è la mia personale esperienza, posso garantire che l'equilibratura dell'albero motore del mio 500 (il 478 per capirci) s'è risolta nella semplicissima pratica di n. 2 fori da (...) di diametro e profondi (...).
Le bielle, invece, sono state alleggerite.
I pistoni non sono stati toccati.
Il tutto è stato, infine, assemblato da Franco (morini52) che ha visto e valutato il tutti i lavori eseguiti.
Alla fine della vicenda posso garantire a tutti che per fare un alleggerimento delle bielle occorrono decenni di esperienza e, sopratutto, sapere (cioè avere la conoscenza tecnica ed il perché) esattamente su quale punto della biella intervenire per togliere e cosa NON toccare assolutamente. Il che, in parte, cambia in relazione al tipo di biella, alla dimensione, etc. etc.
Quanto all'equilibratura dell'albero, mi risulta che in Italia ci siano non più di una decina di posti in grado EFFETTIVAMENTE di farlo come Dio comanda. Io ho avuto la fortuna di conoscere chi mi ha fatto entrare in uno di questi (e vi assicuro che non è facile, perché in attesa ho visto casse su cui c'erano NOMI famosissimi e di PRIMARIO LIVELLO MONDIALE; che, per ovvie ragioni, non posso assolutamente fare).
Alla fine (con tutto il rispetto per le competenze di tutti!) credo che se qualcuno ha voglia di alleggerire qualcosa, è meglio che si dedichi a particolari...diversi dall'albero motore e (in generale) dal manovellismo.
Che, poi, è quello che si trova sui motori da corsa dove (ad esempio) a fronte di alberi motore standard, è facilissimo vedere campane e tamburi frizione super leggeri, volani in ergal, etc. etc. etc.
Sicché, mi viene da dire che se sulle macchine che vincono i campionati gli alberi motore non li toccano evidentemente è così che è corretto e non il contrario.
Ben inteso: SENZA AVERE LA PRETESA DI VOLER INSEGNARE NIENTE A NESSUNO....!
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Il 19 dicembre scorso, su altro forum, scrivevo:
Se le formule fossero diversificate per il V stretto rispetto al 90° avremmo un caso paradossale. Immaginiamo un V di 89°. Da 89 a 90 non posso avere una variazione della massa di contrappeso dell’ordine del doppio, è inverosimile. E’ ovvio quindi che al variare dell’angolo della V si dovrà avere una variazione continua della massa che sì, seguirà una determinata regola, ma non può fare salti bruschi.
Quindi la formula è una sola.
Nel V di 90° il contrappeso si calcola così:
Massa contrappeso = 2 x massa biella in moto rotatorio + massa di una biella in moto alternativo + massa un pistone.
Questo perché, si dice, nel 90° le parti in moto alternativo si equilibrano a vicenda dando luogo a una forza di modulo costante, orientata a 180° rispetto alle maschette dell’albero motore, quindi coincidente con la forza centrifuga cui sono sottoposte le teste di biella: perfettamente equilibrabile. Beati dunque i Guzzisti. ...Ma anche no.
Passiamo ora al V stretto, che, se immaginato come una via di mezzo fra il monocilindrico e il V di 90°, risulta non perfettamente equilibrabile, in quanto il vettore non descrive più un cerchio, ma un’ellisse.
Torniamo allora un attimo al monocilindrico, con cui il nostro 72° è in un certo senso imparentato: come potrei contrappesare al cento per cento le masse alterne e quelle centrifughe (ovviamente solo ai punti morti)?
Massa contrappeso = massa biella in moto rotatorio + massa biella in moto alternativo + massa pistone.
Che, se immaginiamo il monocilindrico come V di 0°, equivale a dire:
Massa contrappeso = 2 x massa biella in moto rotatorio + 2 x massa di una biella in moto alternativo + 2 x massa pistone.
Ecco quindi le due formule estreme:
- monocilindrico (o bicilindrico a V di 0°)
Massa contrappeso = 2 x massa biella in moto rotatorio + 2 x massa di una biella in moto alternativo + 2 x massa pistone
- V 90°
Massa contrappeso = 2 x massa biella in moto rotatorio + massa di una biella in moto alternativo + massa un pistone
I due valori finali differiranno quindi per la somma della massa di un pistone e della parte in moto alternativo di una biella. Questo valore è zero a 90 gradi mentre è 1 a zero gradi. Cioè dire che segue il coseno dell’angolo formato dai cilindri.
Quindi, la regola generale potrebbe essere:
Massa contrappeso = 2 x massa biella in moto rotatorio + massa di una biella in moto alternativo + massa un pistone + (massa di una biella in moto alternativo + massa un pistone) x coseno dell’angolo formato dai cilindri.
Questo per un’equilibratura al cento per cento, che però andrebbe a generare vibrazioni sul piano orizzontale, dato che le forze sono bilanciate solo ai punti morti.
Si tratta ora di capire quanta percentuale dare all’equilibratura, ossia dove trovare il compromesso, che, beninteso, sarà molto meno oneroso rispetto al monocilindrico.
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convenga partire semplicemente dai componenti originali,
calcolarsi la % di bilanciatura e successivamente mantenere quella percentuale
e magari provare a cambiarla di poco e cercare di capirne i cambiamenti prestazionali.
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