Allora credo d’essere finalmente arrivato a comprendere l’argomento.
Ho trovato su internet questi schemi che ben rappresentano la dinamica delle forze in gioco.
Questo è lo schema di un motore a V di 90°:
Tralasciando le forze d’inerzia del II° ordine (in rosso) che si bilanciano coi contralberi e concentrandoci solo su quelle del I° (in bleu), si può vedere come la risultante delle forze d’inerzia sia un vettore applicato al centro dell’albero motore, rotante con velocità angolare pari a quella dell’albero motore e soprattutto avente modulo, cioè intensità, costante. E’ proprio per questo che tale forza può essere facilmente bilanciata con un forza centrifuga generata da un contrappeso posto in opposizione al perno di manovella (la famosa mannaia). Detto contrappeso dovrà equilibrare le masse centrifughe (teste di biella) e il vettore di cui trattasi.
Ma come si calcola il modulo del vettore? La forza d’inerzia alternativa si calcola con la formula
F = m * ω² * r * cos α
dove m è la massa in moto alternativo (pistone + fusto biella), ω la velocità angolare, r il raggio di manovella, α l’angolo di manovella.
Ora, posto che, come noto, nel V a 90° il bilanciamento si ottiene con un contrappeso avente massa pari alla somma delle masse centrifughe (teste di biella) + il 50% delle masse in moto alternativo (quindi 1 pistone e 1 fusto di biella), posso immaginare la forza risultante come se fosse una forza centrifuga avente modulo
F = m * ω² * r * 1
Ma quel valore 1, apparentemente irrilevante perché matematicamente non cambia il risultato, è invece molto importante dal punto di vista geometrico, in quanto posso pensarlo come un coefficiente che dipende dall’angolo formato dai cilindri. Infatti, per la prima relazione fondamentale della goniometria, sen² + cos² = 1. Ma dato che tra seno e coseno c’è uno sfasamento di 90°, posso anche scrivere la stessa cosa in questo modo:
cos² (x + 90) + cos² x = 1
90 è l’angolo formato dai cilindri, x l’angolo di manovella.
E in questa condizione sarà sempre uguale a 1 per qualsiasi valore attribuito a x.
Ora veniamo a V stretto:
Il vettore bleu non ha più modulo costante, ma varia fra un valore massimo rinvenibile a 0° e 180° e uno minimo a 90° e 270° di manovella. Quanto vale il coefficiente di cui sopra?
Sostituisco l’angolo:
cos² (x + 72) + cos² x = y
Y non è più costante e pari a 1 ma varia continuamente in funzione dell’angolo x da 1,31 nelle posizioni 0° e 180° di manovella a 0,69 a 90° e 270°.
E’ pertanto impossibile – ma lo sappiamo già - equilibrare perfettamente il vettore con una massa (la mannaia) in opposizione alla manovella.
Se si contrappesa in modo da non avere vibrazioni in verticale (0° e 180° di manovella) lo squilibrio che abbiamo compensato lo ritroveremo in orizzontale a 90° e 270°, mentre identica ripartizione delle vibrazioni sui due assi (e quindi le minori sollecitazioni interne al motore) la avremo contrappesando al 50%, ossia come per il V 90°. Evidentemente però questa soluzione non è comodissima per il guidatore e per la carrozzeria della moto, tant’è che i famosi alberi del Kanguro vanno ben oltre, avendo un contrappeso tale da azzerare la componente verticale restituendo tutto in orizzontale.
Nulla vieta però di sperimentare percentuali diverse, specie per un motore che “frulla” parecchio.
Detto tutto questo sperando di non avervi annoiato, penso che opterò per un bilanciamento circa del 55 – 60 % in modo da ripartire 1/3 delle vibrazioni in verticale e i restanti 2/3 in orizzontale.
Saprò riferire a lavoro finito, ora giuro che non vi annoio più.