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37 - Heidenau K37

Al mattino inizio a guardare il cielo molto presto. Oggi, venerdì 10 luglio 2015, è il quinto giorno di viaggio: si parte per arrivare a Genova e tornare a casa. Mentre faccio la solita abbondante colazione, con il padron di casa parliamo di scuola e dell'incerto futuro economico e ambientale riservato a chi oggi ha 15 anni.
Verso le 8 chiudo il casco e rimetto in moto il bicilindrico Morini, ma prima di partire scatto una foto al battistrada tassellato delle Heidenau da Elefantentreffen: si meritano questo riconoscimento prima della fine dell'avventura. Passo la frontiera e rientro in Francia. Il Col de Montgenévre (1804m) arriva dopo un paio di chilometri fatti piano.
Da questo valico agevole son passati i Galli i Romani e tutti gli eserciti dal medioevo all'Ottocento. 
Qui passa la Via Francigena Burdigalese per Roma e per Santiago. A Mongénevre vedo l'obelisco dedicato a Napoleon che, fra le tante, fece allargare questa strada come quella del Moncenisio. Scendo un po' di tornanti prima di arrivare a Briançon nella valle della Durance.

36 - Verso Montgenevre

Seguo la N94 fino a Guillestre dove prendo la D902 per il paese di Vars. La strada scorrevole e corsaiola mi riporta sopra le foreste al luminoso ambiente alpino del Col de Vars (2109 m), circondato da vette scure screziate dal bianco dei ghiacci fondenti. 

38 - Col de VarsFoto di rito e giù per bei tornanti con pendenza superiore al 10% fino a Saint-Paul. Qui entro nella D900 per Meyronnes e Larche e inizio la salita verso il Col de Larche, per gli italiani il Col della Maddalena (1996 m).

Per festeggiare l'arrivo in Italia mi fermo al Rifugio della Pace della Compagnia del Buon Cammino: titolazione quanto mai gradita in questo viaggio tra storia e bellezza. Al giovane uomo dal viso aperto che mi prepara il cappuccio chiedo cosa significhi “Compagnia del Buon Cammino”. 

 

 

40 - Rifugio al Col della Maddalena Rifugio della Pace

Mi parla di un gruppo di amici amanti dei silenzi della montagna e dello stare assieme in modo conviviale. Gli dico che anch'io sono un camminante e da cinquant'anni porto la gente a camminare sui miei Colli Euganei, che ho studiato tutta la vita.

39 - Col de Larche o della Maddalena

Mi racconta che è finito quassù per cambiar vita, per ascoltare la natura e ospitare gente di passaggio in un luogo colorato che è stato un antico posto di dogana. Si avvicina alla finestra che dà sul retro e con un sorriso quasi infantile mi mostra le cassette di legno dove, a quest'altezza, coltiva ottimi pomodori. Mi viene d'abbracciarlo. Oggi è un gran bel giorno e sento il forte sapore della libertà.Sfiorando il laghetto della Maddalena scendo per la Valle Stura verso Argentera, Vinadio e Borgo San Dalmazzo. Piuttosto che passare per Cuneo, devio per i paesini di Boves, Peveragno, Chiusa di Pesio. A Vasco confluisco nella SS28 del Col di Nava, che mi porta a Lesegno nella valle del Tanaro e quindi a Ceva, dove costeggio l'autostrada verso Montezemolo. La strada si fa stretta e tutta curve entro boschi verde scuro che già sanno di mare. Passo Millesimo, Plodio, Càrcare e finalmente arrivo ad Altare. Non trovo facilmente l'indicazione che cerco e giro un po' per le strade del paese, poi alla fine di una vietta, seminascosta dalla vegetazione, ecco la punta di granito sul piccolo valico dove terminano le Alpi e inizia l'Appennino: siamo a Bocchetta d'Altare o Colle di Cadibona (459 m).41 - Bocchetta d'Altare o Colle di Cadibona42 - Tra Alpi e Appennino Abbiamo alle spalle tutte le Alpi! Accarezzo la moto e resto lì emozionato in questo piccolo luogo appartato, che segna ancora un confine. Scendo verso Savona con una specie di euforica frenesia: la strada mi par leggera fino ai viali alberati della città. Ad un semaforo affianco uno scuterista e chiedo per il mare, così mi fa strada fino al grande azzurro disteso. Entro nell'Aurelia, l'antica strada consolare per la Francia, ora SS1, che corre alta sulla costa rocciosa del golfo ligure. C'è un gran traffico di vacanzieri e fa caldo. Fotografo il mare e le buganvillee fiorite che mi ricordano la Sardegna. Passo Varazze, Voltri, Sestri e finalmente Genova, la grande città sul mar Tirreno! E' un venerdì di luglio verso le cinque del pomeriggio: mi accoglie un traffico infernale, un caos indicibile, tutti corrono senza ritegno.

43 - La consolare Aurelia a Savona44 - Il mare di Genova

 

C'è poco da fare: parte la bagarre, una sorta di corrida con moto, auto, camion, furgoni e pullman. Una cosa pazzesca ai confini della realtà. Temo per la tenuta della frizione, ma sono in ballo e volo sulla sopraelevata che passa sopra il porto: non c'è spazio né tempo per fotografare. Ai semafori chiedo la strada per la Val Trebbia. A Carignano la SS1 piega verso nord, lascia la costa e punta verso i monti. Dopo il quartiere Foce, all'imbocco del tunnel sotto la ferrovia, abbandono l'Aurelia e proseguo per la SS45 della Val Trebbia, passando per Marassi. A poco a poco il traffico si stempera e finalmente inizia la traversata dell'Appennino: mancano più di 300 km a Este. Mi rendo conto che ho bruciato Genova senza una tappa, neanche per un caffè. D'altronde, in un viaggio non è la meta che conta veramente, ma è il viaggio in sé... è il sogno che muove il cuore.

Salgo tra paesini incastonati nel verde di fitti boschi di querce e carpini. Prima di Torriglia entro nella galleria sotto al Passo della Scoffèra (674m), che segna lo spartiacque ligure-padano. Verso Ottone la strada e il fiume s'intersecano come due serpi in amore. Vien voglia di fermarsi su una di quelle spiaggette bianche con l'acqua verdeazzurra. Quest'alta Val Trebbia è incantevole e la strada sembra fatta apposta per danzare con la moto.

A Bobbio il Trebbia si allarga come una fiumana e un antico ponte romano ad arcate diverse lo attraversa: rallento, dovrei fermarmi ma non c'è tempo, oggi si va a casa. La strada ora scorre veloce e l'Appennino dolcemente sfuma scendendo alla pianura del Po. Arrivo a Piacenza che è quasi il tramonto: faccio benzina per l'ultima volta ed entro nella SS10 verso Cremona. Dopo le montagne la Pianura padana - con i suoi capannoni, le zone industriali semiabbandonate e tutte quelle rotatorie - appare francamente brutta: la mente si rilassa e già lascia spazio ai ricordi dei passi alpini.

A Cremona attraverso il Po e il centrocittà in direzione di Mantova. Ormai è notte e … sarà la stanchezza o l'eccessivo abbandono ai ricordi... sbaglio strada! Un penoso girovagare per strade e paesini sconosciuti nella campagna buia verso il Po fino a ritrovare la giusta via per casa: una bella lezione di umiltà per chi ha fatto il giro delle Alpi, senza navigatore! La butto in ridere. Quando arrivo a Este è da poco passata la mezzanotte: sono stato in sella 16 ore per fare 650 km. Un ultimo buffetto a questa moto gentile, affidabile e generosa. Il contachilometri segna 98.170, alla partenza erano 95.792, il motore Morini 3½ gt (vero Gran Turismo, vero Granpasso) ha fatto 2.378 Km di montagne in 5 giorni senza perdere un colpo...

Questa per me è stata la “strada per Genova”.

Toni Mazzetti         

 

 

 

 


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