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29 - L'Ospizio al Passo del Gran San Bernardo

Ancora un paio di foto al grande ospizio che si specchia nel lago alpino e poi giù di corsa, veramente di corsa. Non c'è fretta d'arrivare, solo il puro piacere della guida dinamica con questa moto agile e leggera. Schivo il centro di Aosta e seguo la SS26, che corre parallela all'autostrada per Courmayeur e il traforo del Monte Bianco. A Pré-Saint-Didier imbocco il Vallone di La Thuile.

30 - Passo del Piccolo San Bernardo

Mi fermo su un tornante per una foto al massiccio del Monte Bianco, il tetto d'Europa, con i suoi ancora potenti ghiacciai che brillano al sole. Piacevole la strada per il paese di La Thuile, che trovo su un’ampia conca circondata da boschi scuri entro un paesaggio di grande potenza emotiva, con il Monte Bianco sulla destra e l'imponente ghiacciaio del Rutor a sinistra. A colpi di tornanti la Francia si avvicina, sfioro l'occhio azzurro del lago di Verney e sono al pianoro del Col du Petit Saint Bernard (2188 m) - l'antico mont Joux -, luogo di particolare spessore storico. Sopra una colonna, che duemila anni fa reggeva la statua di Giove, ritrovo il buon San Bernardo benedicente.

 

32 - Col de l'Iseran

Entro in Francia, nel dipartimento della Savoia. Oltre il confine c'è un giardino botanico alpino, l’antico Ospizio e la grande statua in bronzo di Benedetto sopra uno spuntone roccioso. Inizio la discesa verso Bourg-Saint-Maurice dove arrivo dopo un'interminabile litania di tornanti. Qui entro nella Route des Grandes Alpes. Seguo verso est la valle del fiume Isère, tributario del Rodano, salendo ai 1850 m di Val d'Isère, famosa stazione sciistica che trovo in festa. Faccio un complicato giro tra le ricche case del paese e alla fine sciolgo il nodo ritrovando la strada per il Col de l'Iseran. Riprendo piano, ma quando inizia la salita vera e la strada sinuosa invita a tenere aperto il gas, libero la snella cavalleria in una danza inebriante che fonde moto e uomo in un'unica cosa gioiosa che corre su per la montagna. Prima del passo, la bellezza assoluta del paesaggio alpino mi costringe alla sosta: penso che le montagne siano il sogno incantato di Dio.

32 - Col de l'Iseran

E'grande la felicità quando spengo la moto al Col de l'Iseran (2770 m), il valico stradale più alto d'Europa. C'è un vento freddo e teso su questo pianoro quasi lunare, faccio due passi per ammirare la grandiosa parata delle cime e la cappella di scura pietra dedicata a Notre Dame de Toute Prudence, perfettamente inscritta nel paesaggio.

33  Ghiacciai de l'Albaron dal Col de l'Iseran

Scendo verso Bonneval-sur-Arc. A Lanslebourg lascio il fondovalle per la strada del Moncenisio. Subito una bella sequenza di tornanti mi porta in quota verso il lago artificiale con la cappella a piramide che ricorda la Campagna d'Egitto di Napoleon. Poi altre belle curvette in rapida sequenza fino alla frontiera con l'Italia. Il sole è nascosto oltre le montagne e tutto prende un colore azzurrino-freddo quanto spengo “il ferro” al Col du Mont Cenis (2083 m). Chiamo il B&B di Claviére per avvisare del grave ritardo: “vai piano che non c'è problema”.

 

35 - Gli elefanti di Annibale al Mont Cenis

34 - Col du Mont Cenis

Cammino per il pianoretto che vide passare gli elefanti di Annibale e il generale Bonaparte e tanta varia umanità in tutti questi secoli. Anche da questo valico passa un ramo della Via Francigena. Poi giù dentro una foresta verso la Val di Susa e Chiomonte, reso famoso dalla contestazione No Tav.Dove la valle si stringe passo sotto l'imponente fortezza medievale di Exilles: meriterebbe una visita, ma è troppo tardi. A Oulx svolto per la SS24 e salgo a Claviére verso il confine francese. E' ormai buio quando spengo la moto davanti al B&B “Al Ghirot”. Sono le 21e30: oggi ho fatto 506 km in 13 ore. Dopo la doccia esco a cercare qualcosa da mangiare, ma è tardi e poi non è stagione. Per misericordia riesco a rimediare un toast, una fetta di torta e un cappuccio all'unico ristorante aperto. E' l'ultima notte che dormo fuori, domani vedrò il mare di Genova.Ho accumulato troppa adrenalina e fatico a prender sonno: rivedo il film di questa full immersion nel cuore delle montagne, le grandiose prospettive di bellezza sulle quali si è posata la ruggine della Storia.


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