Se può essere utile, ho scoperto che kokusan e un'altro nippo (appena lo trovo posto i dati) hanno costruito gli equivalenti di alcuni ducati montati anche sulle varie vespe a partire dalle PX.
Amperometro alla mano, abbiamo provato lo statore con un regolatore da scooterone giapponese, constatando che caricava già al minimo, ma accendendo il mezzo faro non riusciva a compensare, neanche a tutto gas. Preso dallo sconforto, ho inizialmente pensato di rimettere uno solo dei rocchetti originali, precisamente del tipo piccolo, così da ottenere nuovamente un numero pari di avvolgimenti per poi collegarli in parallelo. Ma prima di riprendere in mano il saldatore, ho provato a utilizzare il regolatore Ducati per configurazione a ponte e - incredibile - al minimo ho una corrente già di circa 2 ampere e compenso perfettamente il faro acceso a circa 2.000 giri.
Mi sembra quindi un ottimo risultato, prima questi livelli di carica a questi regimi non me li sognavo neppure. Unico problema: serve il regolatore Ducati.
rrr1980, ottimo esempio di sperimentazione di successo
ne trarro' insegnamento per quando arrivero' a far ripartire il mio motore che gia' quando andava, non buttava piu' corrente da un anno
che vespa hai usato? ho capito bene la base di espianto e' il PX?
pero' ho delle vaghe rimembranze sui campi elettromagnetici (ormai nebbiose devo dire), e osservo che la corrente che esce dall'avvolgimento non dipende dalla sezione del filo avvolto, ma dal campo magnetico che ci ruota dentro, vedi legge di ampere
chiaro che la sezione del filo e' importante, ma e' il classico problema di progetto con due cose che vanno all'opposto: filo piu' piccolo, fa resistenza, si scalda e brucia; filo piu' grosso costa caro e occupa piu' spazio che e' limitato dal volano
aggiungo magnete piu' potente = piu' campo magnetico = piu' corrente
al solito la scelta ingegneristica e' di compromesso e qualcuno in Ducati e in Morini ai tempi ha fatto i conti ed ha scelto 0,75 mmq. scelta che evidentemnete ha dato problemi di affidabilita', visto che ne parliamo sempre
Caro Riccardo
Il tuo calcolo della potenza è un pò maccheronico ma concettualmente ineccepibile, resta da vedere il comportamento ad alto numero di giri dove anche la tensione sale proporzionalmente ma "ad orecchium" non mi sembra di intravedere problemi.... comunque bella sperimentazione!
Personalmente continuo a preferire di utilizzare l'espansione polare libera per una seconda bobinetta necessaria per "tornare a casa" anche se avessi i fari spenti.
Non riuscendo a trovare niente di usato, con un amico lui pure proprietario di un 3 ½ abbiamo investito 30 euro a testa nell’acquisto di tre statori Vespa.
Ho provveduto a dissaldare e sfilare tutti i rocchetti e ne ho trasferiti cinque (di cui 3 piccoli e due grossi) nello statore del Moro, collegandoli tutti in serie.
Un po’ di conti.
I rocchetti originali del 3 ½, come sappiamo, sono cinque, di cui tre piccoli e due grossi. Quelli grossi hanno quattro strati (sezionati in due avvolgimenti distinti) di 18 spire di filo 0,75 ciascuno; quelli piccoli hanno pure loro quattro strati, stesso filo, di 11 spire ciascuno.
I rocchetti della Vespa, perfettamente intercambiabili con quelli originali, sono: quelli grossi, di 15 spire su quattro strati , mentre quelli piccoli sono di 9 spire su sei strati. Filo 1 mm.
Quindi, i rocchetti del Morini hanno, rispettivamente grossi e piccoli, 72 e 44 spire, mentre quelli della Vespa hanno 60 e 54 spire.
Sommando il tutto abbiamo 276 spire da 0,75 nel Morini e 282 spire da 1 mm nella Vespa.
Posto che la potenza è data dal prodotto della tensione per la corrente, e che la tensione è proporzionale al numero di spire mentre la corrente alla sezione del filo, possiamo dire:
Potenza alternatore Morini: 276 x 0,75 = 207
Potenza alternatore Vespa: 282 x 1 = 282
Il che vuol dire avere circa il 36 per cento di potenza in più, che non è poca cosa.
Montato il tutto e messo in moto, l’alternatore carica anche al minimo (cosa che prima non faceva) e sostiene tranquillamente i carichi.
Detto questo, se si considera quanto costa riavvolgere o acquistare uno statore, direi che l’operazione è assai conveniente.
Su una PX dell'82 a suo tempo montai un fendinebbia che funzionava insieme all'anabagliante senza problemi. Gli impianti Piaggio degli anni '80 non erano poi così male.
Sul mio kanguro dell'85 ho usato due fari da 55W ciascuno senza sensibili flessioni di alimentazione.
Per quanto ne so, con gli avvolgimenti in serie (CA) si ottengono sicuramente 110-120W, cosa che rende appetibile la modifica.
Se si vuole usare la trasformazione tipo camel-kanguro (misto CC/CA), basta usare il regolatore 12AC/12CC della Vespa PX Arcobaleno (sulla baya a circa 15€).
Atrimenti, penso che un raddrizzatore da 10A possa semplificare la trasformazione AC-CC.
Dico c...stupidagini