.... non so che diavoleria si è inventato bevotroppik per montarle: le bobinette di accensione hanno il rocchetto grande, le espansioni polari sono disegnate per accomodare un rocchetto piccolo accanto a un rocchetto grande, quando ho provato a montare le due bobinette di accensione vespa una calzava giusta, l'altra era troppo grande per la sua sede, ci va, ma poi non resta spazio per il cazzabbubbolo di rame, e scusa se uso un linguaggio troppo tecnico...
Caro Luca, non è stato poi così sifficile:
l'espansione polare dello statore (il "pacco lamellare") ha effettivamente due
rami che sono più bassi, nel primo è sempre fissata la
bobinetta (bobina ricarica concensatore) e nel secondo nei nostri una bobina di carica 12V e in quelli Vespa il pick_up ma le dimensioni rispetto all'asse Z (altezza) sono le stesse e vanno bene;
diverso il discorso nella direzione
radiale ove come hai ben detto le bobine hanno una lunghezza diversa e per mere ragioni di spazio sono alternate una più lunga con una più corta e questo è sacrosanto per le bobine di carica a 12V ma riguardo il ramo bobinetta notiamo la presenza del
cazzabubbolo di rame + uno spessore in fibra + la bobina vera e propria....
IL
cazzabubbolo (lo schermo) é in realtà una spira in cortocircuito che serve da freno elettromagnetico e riduce l'escursione della tensione prodotta per evitare l'autodistruzione e l'autoinnesco dell'SCR dei trasduttori ma per fare ciò
dissipa energia cioè la trasforma in calore che
cuocerebbe l'avvolgimento se non vi fosse interposto lo
spessore di fibra (un isolante termico) ed il collegamento termico verso il supporto statore che aiuta la dissipazione (lo schermo si allunga verso il basso ed è fissato al basamento tranite 2 ribattini).
Riguardo le bobine(tte) vi è da dire che nei vari statori di produzione orientale se ne trovano di varie lunghezze e varia anche il materiale usato negli isolanti termici, nello specifico una materia plastica, che ha uno spessore minore quindi accoppiando adeguatamente i vari pezzi si riesce a fare entrare una seconda bobinetta nel ramo pioù "corto"; vi è da dire che bisogna ricostruire lo schermo e curare particolarmente la dissipazione verso il supporto preferibilmente interponento del grasso conduttivo fra il rame e l'alluminio.
Alcune precisazioni sulle bobinette vespa: non è vero che sul morini sono più
sfruttate in quanto va ricordato che la vespa è un motore a 2 tempi quindi fa
una scintilla ogni giro mentre i nostri motori hanno sì due cilindri ma sono a 4 tempi quindi fanno
2 scintille ogni 2 giri perciò le scintille (l'energia prodotta) sono esattamente come nella vespa; l'applicazione di un ponte estrae più energia dall'avvolgimento e quindi vi è maggiore riscaldamento, ovviamente identico per bobine indigene ed orientali, e qui entra in gioco la qualità dell'avvolgimento che ne stabilisce la durata nel tempo e l'osservazione di Marco sulla mancata verniciatura dei prodotti cinesi e tutt'altro che peregrina...
Nel sistema a doppia bobinetta si ha il vantaggio che ognuna di essa alimenta un solo trasduttore quindi
una scintilla ogni due giri che sarebbe esattamente la
metà della potenza per cui è stata progettata e posso quindi permettermi tranquillamente l'uso del ponte.
Altra considerazione: non si trovano mai bobinette
interrotte anzi il valore della resistenza
diminuisce questo sta a significare che non è l'
eccesiva corrente (che altresì interromperebbe il filo) ma bensì è una perdita di isolamento della vernice isolante che circonda i fili a distruggere i nostri avvolgimenti.
Ma questo come può accadere?
un degrado dovuto all'invecchiamento (per le bobine originali datate)
la vicinanza di spire interne a quelle esterne (avvolgimento fatto a "pene di segugio")
sfregamento dovuto al
movimento relativo delle spire ( stessa causa di prima)
eccesiva tensione prodotta (per gli impiani NON a ponte)
deterioramento per elevata temperatura raggiunta (troppa energia rispetto alla cattiva dissipazione)
Come si può risolvere?
invecchiamento a parte ogni causa ha una sua soluzione, per prima la qualità dell'avvolgimento: una bobina avvolta con cura
a strati successivi non presenta elevate differenze di tensione fra due fili adiacenti e dissipa meglio il calore non presentando zone vuote all'interno in questo aiutata dalla
vernice impregnante che blocca anche ogni movimento dei fili;
la tensione eccessiva si può contenere con l'uso di appositi semiconduttori (Tranzorb) mentre con un circuito a ponte ci pensano i trasduttori;
la temperatura si limita riducendo la corrente richiesta (senza il ponte o dividendo il carico su più bobine) e migliorando la dissipazione curando il collegameto meccanico della spira di rame e il contatto termico del rocchetto dell'avvolgimeto sull'espansione polare (che è la maggiore fonte di estrazione del calore) mediante il generoso uso di pasta conduttiva termica per transistor.
.... e anche eliminando completamente le bobinette....