Da una delle innumerevoli tasche del giaccone da moto è saltato fuori uno schema datomi da albe1974 durante il raduno di Reggio Emilia; lo schema riguarda un collegamento "a ponte" per la bobinetta un pò diverso dal solito che il nostro Alberto ha provato con successo e che presenta alcune peculiarità.
Ad onor del vero sulle prime non mi sembrava che apportasse particolari benefici rispetto al collegamento originale morini ma devo delle scuse ad Alberto per la mia incompetenza in quanto dopo averlo studiato con calma ho notato che i benefici c'erano ed eccome!
cominciamo per l'ennesima volta con lo schema originale morini:
da sinistra:
la bobinetta con il canonico collegamento a massa ed il filo verde di uscita,
l'interruttore(i) di spegnimento (chiave, int run/off)
i due trasduttori
nei trasduttori ho evidenziato il punto "A" e in alto in rosso l'andamento della tensione in quel punto: solo gli impulsi positivi caricano il condensatore o meglio
entrambi i condensatori contemporaneamente (la forma d'onda va considerata teorica e puramente indicativa in quanto la realtà e più complessa),
la corrente nella bobinetta circola solo durante le semionde positive,
la tensione positiva sale fino al valore di carica del condensatore interno mentre quella negativa va a livelli molto alti.
ora lo schema a ponte ormai abituale:
la differenza è la presenza del ponte raddrizzatore che permette l'utilizzo delle semionde sia positive che negative,
nel punto "A" si vede come la tensione sia impulsiva ma con frequenza doppia,
la ricarica è contemporanea per entrambi i condensatori,
la corrente è doppia (circa) rispetto allo schema morini,
le tensioni di entrambe le semionde sono limitate al valore di carica dei condensatori.
e ora lo schema di Albe1974:
elettronicamente parlando è un gioiellino: utilizza mezzo ponte + i due diodi interni dei trasduttori per ricreare un ponte raddrizzatore e il restante semiponte per lo spegnimento (soluziome veramente elegante)
la caratteristica principale è che ogni semionda ricarica solo un traduttore ( l'altro è caricato dall'altra semionda) e come conseguenza di ciò la tensione di ricarica è maggiore (non deve dividerla con l'altro) con una tensione finale simile alla configurazione "a ponte" precedente,
la corrente che circola nella bobinetta è doppia rispetto alla configurazione originale "morini",
la tensione di entrambe le semionde è limitata dai condensatori,
fino qui niente di veramente nuovo, ma la vera novità è che il comportamento di un trasduttore NON si riperquote su quell'altro e questo dovrebbe essere particolarmente utile con quei trasduttori che "murano" a una certo numero di giri ed inoltre resta la caratteristica "impulsiva" nel punto "A" (ma con una tensione maggiore) che sicuramente aiuta la "chiusura" dell' SCR in tutte le condizioni di uso.
Spero che il nostro eroe possa darci maggiori ragguagli sulla sua proposta.
Da parte mia non ho potuto fare una prova di confronto fra i vari schemi (la mia officina è ancora in alto mare) ma voglio fare i mie personali complimenti ad Albe per l'idea:
grande Alberto!