Ovviamente ho subito provveduto a realizzare lo schema proposto sul mio 3 1/2 . All’uopo ho separato le due coppie di faston collegati internamente nella scatola fusibili, in modo da potermici appoggiare, poi mi sono fatto due scampoletti di filo con due faston femmina e un maschio: il maschio ai fili verdi che vanno ai trasduttori, una femmina al ponte e l’altra alla scatola fusibili, dove ho collegato anche i terminali provenienti dalla bobinetta. Moto partita al primo colpo, ma non ho ancora provato i trasduttori della Vespa perché non mi ricordo dove li ho messi. Provvederò quanto prima. Mi aspetto comunque che l’aggeggio funzioni, con beneficio alla regolarità del minimo (in quella zona di giri i trasduttori della vespa presentano una curva d’anticipo assai meno ripida) e facile reperibilità dell’eventuale ricambio. Inoltre – anche se l’evenienza è assai remota – come già detto, qualora partisse un trasduttore, si torna a casa comunque in monocilindrico. Prima immediata deduzione: è più semplice realizzare il circuito ausiliario per il contagiri elettronico, sarà sufficiente ricalcare il partitore interno al trasduttore nero, senza diodi né condensatori che isolino il circuito dall’altro trasduttore. Seconda considerazione: l’indipendenza dei circuiti dovrebbe giovare alla carica dei condensatori in quanto l’uno non risente di quando l’altro è a massa nella fase di scarica (fase la cui reale durata ci è ignota). Terza considerazione: con la bobinetta prima caricavamo due condensatori in parallelo (eccetto nel momento di scarica di uno dei due), quindi avevamo più corrente e meno tensione; viceversa ora abbiamo più tensione e meno corrente in quanto la ricarica avviene singolarmente, uno alla volta. Mi chiedo se questa diversa distribuzione di tensione e corrente (a parità di potenza, ovviamente) abbia effetti diversi sulla quantità di carica immagazzinata dai condensatori, nonché sul loro dielettrico, rispetto ai circuiti precedenti. Forse io ragiono in base “audio”, abituato come sono agli amplificatori e cose simili, ma siamo sicuri che, ad esempio 100 V - 50 mA su due condensatori da 100 K in parallelo carichino come 200 - V 25 mA su un solo condensatore, soprattutto in ragione della grossa escursione di frequenza (45 – 900 Hz) della tensione in uscita dalla bobinetta?
avrei un'altra domanda oltre a quelle di 5-6 post precedenti un dubbio più che altro, lo spegnimento che si vede nello schema è quello a manubrio giusto?
Puo' essere anche il filo verde proveniente dalla chiave, solo chi ha l'avviamento elettrico ha il pulsante al manubrio. In ogni caso il filo verde che si vuole utilizzare va scollegato dalla morsettiera (zona spaghettata) e collegato al ponte.
avrei un'altra domanda oltre a quelle di 5-6 post precedenti un dubbio più che altro, lo spegnimento che si vede nello schema è quello a manubrio giusto?
Vi dò una mano anche io, provo testare questa configurazione sul banco prova accensioni, così da vedere come si comportano
le due curve di anticipo, corrente e tensione.
Lo provo. E lo provo coi trasduttori della Vespa, coi quali non ho nemmeno buttato giù la moto dal cavalletto in quanto muravano a 2.500 giri. Sono sempre stato convinto che "buchi" e "muri" vari fossero causati dall'interferenza fra i due trasduttori proprio nell'istante "zero", tanto che ho provato qualche soluzione tipo zener e simili.
Complimentoni. Mi sembra anche di capire che se l'SCR di un trasduttore va a massa, si torna a casa a 175 cc., cosa impossibile con le configurazioni precedenti.