Ho scoperto altre cose sui trasduttori

27/05/2014 10:16 #19180 da piero57
Risposta da piero57 al topic R: Ho scoperto altre cose sui trasduttori
Il tuo schema presenta molte incertezze...gia' la soglia del nostro TIC106 e' molto variabile con le dispersioni del componente, quindi il valore 1.35V che hai indicato non e' "sicuro" poi l'scr che andresti ad inserire dovrebbe avere una soglia di innesco leggermente piu' alta del TIC106 ma anche lui avrebbe la sua incertezza dovuta alle sue dispersioni. Inoltre non sono sicuro che una tensione Vak cosi' bassa (quella del captatore) e la sua corrente debolissima possano mandare in conduzione il secondo scr...
Secondo me la cosa e' fattibile solo con dei circuiti attivi, cioe' alimentati, in modo tale che i segnali generati siano effettivamente sotto controllo.

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27/05/2014 09:49 #19179 da rrr1980
Risposta da rrr1980 al topic R: Ho scoperto altre cose sui trasduttori
Forse dico una boiata, ma se facessi così?



L’SCR dovrà avere una soglia d’innesco leggermente più alta di quello interno ai trasduttori. Quando la tensione inizia a salire, prima manda in conduzione l’SCR dei trasduttori, poi quello esterno, che, chiudendosi, manda a massa il segnale.

In questo modo dovrei ottenere la forma d’onda tratteggiata, parzialmente sovrapposta a quella originale:



Sicuramente avrò detto follie, però c’ho provato…

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27/05/2014 08:59 - 27/05/2014 09:16 #19178 da rrr1980
Risposta da rrr1980 al topic R: Ho scoperto altre cose sui trasduttori
Grazie Piero, ma per me è troppo complicato.

Io pensavo di fare invece un qualcosa di simile al circuito presente nel trasduttore: un piccolo condensatore viene caricato con una bassa tensione e un SCR pilotato dal segnale del captatore lo fa scaricare su una resistenza di valore opportuno, in modo che durante la scarica su di essa cada una tensione di almeno 1,3 V. Ai capi della resistenza andiamo poi a prelevare il segnale “triggerato” e con esso pilotiamo i trasduttori (quelli veri).

Sperando naturalmente che la scarica del condensatore sia sufficientemente breve, altrimenti siamo punto e a capo.

Pensavo anche che probabilmente il fenomeno del buco di carburazione che appare sui 4.500 giri per poi sparire salendo ancora potrebbe essere causato proprio da quanto ho osservato. A tale regime infatti l’anticipo è già al massimo ma il tempo che il rotorino impiega a percorrere l’angolo corrispondente al tratto fra le due intersezioni della semionda del segnale con la retta degli 1,35 V è ancora relativamente lungo. Salendo ancora di giri, per quanto l’anticipo resti invariato o addirittura aumenti ancora leggermente, la semionda è come se fosse più stretta perché il tempo necessario a descrivere il predetto angolo è minore (il motore gira più forte). Se consideriamo poi che i trasduttori sono due è facile incappare in un transitorio (appunto a giri intermedi) in cui le due “linee” (anteriore e posteriore) si sovrappongono e interferiscono. Difatti da un certo punto in poi la corrente assorbita aumenta notevolmente e diminuisce la potenza della scintilla, semplicemente perché aumenta l’intervallo di tempo in cui l’alimentazione è in corto.

Con una forma d’onda ancor più stretta il problema non ci sarebbe. Forse già il passaggio dal primissimo tipo di captatore (quello coi traferri più grossi e rotore specifico) al secondo tipo è un tentativo di stringere le semionde del segnale.


Aggiungo ancora. Quando l’anticipo è al massimo, guardando così a occhio e croce, l’angolo durante il quale il segnale del captatore supera la soglia d’innesco dell’SCR tenendolo chiuso è circa il triplo di 34 gradi, ossia circa 102 gradi. Moltiplicato per due siamo a 204 gradi su 360 in cui gli SCR sono chiusi e l’alimentazione è in corto. Restano soltanto 156 gradi per dar modo agli SCR di riaprirsi e ai condensatori di ricaricarsi. E per riaprirsi gli SCR hanno bisogno anche del passaggio da zero della tensione di alimentazione al di fuori dell’angolo predetto, il che riduce ulteriormente la zona utile alla ricarica.

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27/05/2014 08:18 - 27/05/2014 08:28 #19177 da piero57
Risposta da piero57 al topic R: Ho scoperto altre cose sui trasduttori
Non c'e' da inventare perche' .... e' tutto gia' inventato!:)
Se vuoi fare questo esperimento puoi prendere un amplificatore operazionale (es. il 741) su un ingresso ci metti un riferimento STABILE (ad esempio si trovano quelli integrati da 2.5V che poi con un partitore ti scalerai a 1.3V o il valore che ti serve) mentre sull'altro ingresso ci mandi il segnale del captatore (ripulito dell'impulso negativo). L'operazionale si comportera' come una sorta di squadratore a soglia e ti dara' una uscita quando il segnale d'ingresso supera la soglia che tu hai prefissato sull'altro ingresso. A questo punto puoi mandare questo segnale in ingresso ad un monostabile (es. il classico 555 usato come tale) e giocando su R e C del monostabile puoi far diventare il segnale stretto o ampio come vuoi. Chiaramente il tutto richiede il 12V...cosa "insopportabile" per qualcuno.

PS: L'uscita dell'operazione o anche quella del monostabile mi sa che possono anche fare da segnale per il contagiri elettronico...

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26/05/2014 09:37 - 26/05/2014 09:41 #19164 da rrr1980
Ho scoperto altre cose sui trasduttori è stato creato da rrr1980
Ho provvisoriamente (?) rimontato i trasduttori originali neri 323921 perché ho avuto dei problemi con quelli della Vespa: uno dei due che avevo montato inizialmente era morto a seguito di alcuni miei errori commessi durante le prove fatte col circuito del contagiri; era stato sostituito con altro uguale ma più vecchio, con vistosi problemi di differenza di anticipo fra i due; trovatone altro nuovo ho notato stavolta un pericolosissimo balzo in avanti dell’anticipo dopo i 6.000 giri…

Sono stato breve su questo perché voglio parlare di altro.

Avevo in tutto sei trasduttori neri funzionanti, così sono andato in laboratorio e ho acceso il mio banco prova artigianale, poi bruciatosi anche lui, che consiste(va) in questo:



Il trasduttore viene alimentato mediante due trasformatori allo scopo di isolarlo dalla rete a 220, l’innesco è ottenuto mediante un segnale SINUSOIDALE iniettato con un normale oscillatore in bassa frequenza e la scintilla viene misurata con uno spinterometro.

Ora, a parte il fatto che ho notato enormi differenze nella potenza della scintilla fra i vari trasduttori che ho provato, quello che mi colpisce è che aumentando l’ampiezza del segnale in ingresso si ha un improvviso aumento dell’assorbimento del trasduttore e corrispondente indebolimento della scintilla.

Tale fenomeno è facilmente spiegabile in quanto aumentando il voltaggio del segnale di innesco la semionda interseca la retta corrispondente alla tensione di 1,38 V (chiusura SCR) per un tempo più lungo, quindi l’SCR non si riapre e la tensione va in corto per più tempo, determinando notevole assorbimento di corrente dal trasformatore (cioè dalla bobinetta, in condizioni normali) e scintilla più povera.

Vi ricordate quando parlavo del famoso “scalino” nella tensione di alimentazione sul filo verde? Vedevo scendere improvvisamente la tensione all’aumentare dei giri e non capivo il perché, ora l’ho capito.

Eppure il nostro captatore è studiato in modo da dare un impulso molto stretto, proprio per evitare questo fenomeno, ma evidentemente il problema non è risolto completamente.

Se riuscissimo a “triggerare” il segnale in uscita dal captatore in modo da avere un singolo impulso strettissimo nell’istante in cui la tensione raggiunge la soglia d’innesco dell’SCR risparmieremmo un sacco di energia, le bobinette soffrirebbero meno, la scintilla sarebbe più forte e potremmo anche cambiare l’anticipo indipendentemente fra i due cilindri con grande facilità (basterebbe portarsi fuori un trimmer con cui regolare la sensibilità del trigger).

Qualcuno è capace di inventare un circuito ad hoc?

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