Ho provvisoriamente (?) rimontato i trasduttori originali neri 323921 perché ho avuto dei problemi con quelli della Vespa: uno dei due che avevo montato inizialmente era morto a seguito di alcuni miei errori commessi durante le prove fatte col circuito del contagiri; era stato sostituito con altro uguale ma più vecchio, con vistosi problemi di differenza di anticipo fra i due; trovatone altro nuovo ho notato stavolta un pericolosissimo balzo in avanti dell’anticipo dopo i 6.000 giri…
Sono stato breve su questo perché voglio parlare di altro.
Avevo in tutto sei trasduttori neri funzionanti, così sono andato in laboratorio e ho acceso il mio banco prova artigianale, poi bruciatosi anche lui, che consiste(va) in questo:
Il trasduttore viene alimentato mediante due trasformatori allo scopo di isolarlo dalla rete a 220, l’innesco è ottenuto mediante un segnale SINUSOIDALE iniettato con un normale oscillatore in bassa frequenza e la scintilla viene misurata con uno spinterometro.
Ora, a parte il fatto che ho notato enormi differenze nella potenza della scintilla fra i vari trasduttori che ho provato, quello che mi colpisce è che aumentando l’ampiezza del segnale in ingresso si ha un improvviso aumento dell’assorbimento del trasduttore e corrispondente indebolimento della scintilla.
Tale fenomeno è facilmente spiegabile in quanto aumentando il voltaggio del segnale di innesco la semionda interseca la retta corrispondente alla tensione di 1,38 V (chiusura SCR) per un tempo più lungo, quindi l’SCR non si riapre e la tensione va in corto per più tempo, determinando notevole assorbimento di corrente dal trasformatore (cioè dalla bobinetta, in condizioni normali) e scintilla più povera.
Vi ricordate quando parlavo del famoso “scalino” nella tensione di alimentazione sul filo verde? Vedevo scendere improvvisamente la tensione all’aumentare dei giri e non capivo il perché, ora l’ho capito.
Eppure il nostro captatore è studiato in modo da dare un impulso molto stretto, proprio per evitare questo fenomeno, ma evidentemente il problema non è risolto completamente.
Se riuscissimo a “triggerare” il segnale in uscita dal captatore in modo da avere un singolo impulso strettissimo nell’istante in cui la tensione raggiunge la soglia d’innesco dell’SCR risparmieremmo un sacco di energia, le bobinette soffrirebbero meno, la scintilla sarebbe più forte e potremmo anche cambiare l’anticipo indipendentemente fra i due cilindri con grande facilità (basterebbe portarsi fuori un trimmer con cui regolare la sensibilità del trigger).
Qualcuno è capace di inventare un circuito ad hoc?