Io credo che la bobinetta non riesca mai a dare una tensione superiore ai 200V. Quindi di sicuro non arriva ai 300V. Quello che stiamo andando a cercare sono degli spikes che "potrebbero" innescare l'SCR in modo spontaneo cioe' senza comando di gate. La presenza degli spikes e' solo un'ipotesi, non sappiamo se esistono, e bisognerebbe indagare con un oscilloscopio. Uno spike induttivo potrebbe accoppiarsi sul filo verde (che non e' schermato) per il solo fatto che tale filo passa, ad esempio vicino al cavo candela del cilindro opposto. Se ti metti con la sonda dell'oscilloscopio vicino al filo candela (anche senza toccarlo) vedrai cosa intendo. Poi, l'eventuale spike, essendo di durata molto breve, non riuscirebbe a caricare il condensatore quindi, se agisse davvero, lo farebbe direttamente sull'anodo dell'SCR.
Io non metterei lo zener perche' non dobbiamo stabilizzare alcuna tensione (piu' tensione c'e' migliore e' la scintilla e non credo che si raggiungano i 300V, magari...visto che l'SCR ed il condensatore hanno ancora margine). Io credo che basti solo un tranzorb di tensione tale da salvaguardare il max rating dell'SCR, per questo parlavo di qualcosa intorno ai 400V. Gli zener oltre ad essere lenti hanno una tensione max inversa limitata (non infinita) che gli spikes potrebbero superarla (considera che il fenomeno se c'e' e' ripetitivo). Le correnti che circolano nella bobinetta mi sembra fossero (aveva misurato Carlo...) dell'ordine di 20/40 mA.
Aspetta mi spiego meglio. Supponiamo che lo svarione dell’anticipo sia provocato da una tensione di carica del condensatore CDI troppo elevata. Ad esempio, se l’SCR chiude spontaneamente quando sottoposto a una tensione ai suoi capi di 300 V e io alimento il trasduttore con una tensione di 350 V, l’SCR, uno volta che il condensatore, caricatosi, non sarà più in grado di tenere bassa la tensione, si chiuderà anticipatamente senza più seguire il segnale di pilotaggio del captatore.
Allora le strade sono due: o si dimensiona opportunamente la bobinetta realizzandola con un numero di spire tale da non raggiungere mai i 300 V sotto carico (ma si perde tensione anche all’avviamento), oppure si limita detto valore sotto i 300 V con uno zener.
Quest’ultima è l’idea che vorrei sperimentare e per farlo devo mettere uno zener (e una resistenza) verso massa (circuito “tosatore”). Raggiunta una determinata tensione lo Z andrà in conduzione e la resistenza dissiperà l’eccesso.
Ma lo zener è più lento del soppressore, quindi resta la possibilità che eventuali spikes molto veloci non vengano soppressi dal diodo e giungano ai componenti.
Per questo motivo pensavo di mettere il soppressore tarato su una tensione complementare a quella del circuito tosatore: in questo modo il transzorb non interferisce sulla tensione di alimentazione dei trasduttori ma interviene esclusivamente in caso di spikes.
Per quanto riguarda la fonte di questi spikes, non sono affatto convinto che essa sia la bobinetta. Essa altro non è che un alternatore monofase a magneti permanenti, che, essendo privo di spazzole o contatti striscianti di sorta, non può generare extratensioni. Penso invece che siano i trasduttori con l’apertura e chiusura degli SCR a provocare eventuali picchi di tensione, stante per giunta la natura induttiva dell’alimentatore (bobinetta).
In ogni caso bisogna fare delle prove pratiche per vedere se queste teorie trovano riscontro.
P.S.: ma con uno zener da 5 W sarà davvero necessario mettere una resistenza in serie? Di che ordine di grandezza sono le correnti che circolano sul filo verde?
Riccardo, i componenti soppressori devi metterli di un valore di tensione ben piu' alto della tensione nominale che vuoi proteggere. Io starei almeno sui 400/500V..
Ma se io “toso” con uno o più zener, ad esempio, a 300 V, il transzorb posso metterlo da i 300 V in su, No?
Cioè, detto in altre parole: la tensione viene tagliata dallo zener, mentre eventuali spikes veloci che ad esso sfuggirebbero per via della relativa lentezza dello stesso, verrebbero bloccati dal transzorb.
Per il resto, la vedo dura piazzare un componente sulla bobinetta. Lo spazio ci sarebbe anche, ma l’ubicazione è piuttosto impegnativa (vibrazioni, calore, umidità, parti in movimento etc…).
Devo andare a prendere gli zener, poi appena ho tempo riprovo i trasduttori della Vespa con questa configurazione.
Non capisco perche' vuoi mettere gli zener...ci pensa il tranzorb a tagliare gli spikes. Se gli zener li fa "lavorare" (ma non vedo il perche') devi anche fare in modo che non saltino cioe', quando vanno a lavorare nella "zona zener", ci deve essere una resistenza in serie che ne limiti la corrente altrimenti saltano (era la domanda che facevo ai periti che facevano il colloquio... ). Comunque il tranzorb o chi per lui deve essere messo il piu' possibile vicino alla fonte di disturbo nel senso del circuito che stai proteggendo. Il disturbo infatti viaggia sul filo e "disturba" tutto cio' che incontra sulla sua strada poi, quando arriva al dispositivo scaricatore, viene scaricato a massa e protegge tutto cio' che sta a valle ma nel frattempo, a monte, ha gia' fatto il suo dovere. Scusa ma io venendo dal mondo telecom sono abituato a ragionare in modo molto conservativo. Chiaro che qui le esigenze sono diverse. Se pero', per ipotesi, tu avessi sulla moto una accensione digitale magari poco schermata, impulsi indesiderati di questo tipo potrebbero portare a malfunzionamenti, In questo caso sarebbe tassativo tagliare gli spikes prima possibile. Insomma prendi il mio consiglio solo come regola generale...
Riccardo, i componenti soppressori devi metterli di un valore di tensione ben piu' alto della tensione nominale che vuoi proteggere. Io starei almeno sui 400/500V..
Ma se io “toso” con uno o più zener, ad esempio, a 300 V, il transzorb posso metterlo da i 300 V in su, No?
Cioè, detto in altre parole: la tensione viene tagliata dallo zener, mentre eventuali spikes veloci che ad esso sfuggirebbero per via della relativa lentezza dello stesso, verrebbero bloccati dal transzorb.
Per il resto, la vedo dura piazzare un componente sulla bobinetta. Lo spazio ci sarebbe anche, ma l’ubicazione è piuttosto impegnativa (vibrazioni, calore, umidità, parti in movimento etc…).
Devo andare a prendere gli zener, poi appena ho tempo riprovo i trasduttori della Vespa con questa configurazione.
Riccardo, i componenti soppressori devi metterli di un valore di tensione ben piu' alto della tensione nominale che vuoi proteggere. Io starei almeno sui 400/500V. Poi, di solito, l'elemento "soppressore" si mette sempre il piu' vicino possibile alla fonte che genera il disturbo. In questo caso, il piu' vicino possibile alla bobinetta.
Grazie Piero, proverò l’adattamento esterno che suggerisci ma prima voglio percorrere una via più semplice: ho trovato dei diodi zener da 150 V e 100 V - 5 Watt. Combinandoli in serie posso fare un circuito tosatore a 100, 150, 200, 250 o 300 V e oltre. Lo scopo è realizzare il taglio di tensione minimo sufficiente a evitare il fenomeno. Se dovesse funzionare integrerò in un circuito unico i diodi Z al caro vecchio ponte e magari anche a un transzorb della tensione immediatamente più alta rispetto a quella regolata. Poi metto tutto in un barattolino resinato e non se ne parla più.
Allora io metterei una resistenza da 90 Ohm ed un condensatore, entrambi verso massa, sull'ingresso del trasduttore Vespa. Il condensatore esterno, sommato in parallelo a quello interno del trasduttore Vespa, deve essere circa come il nostro. Confermo il funzionamento del tranzorb...infatti noi stiamo cercando di sopprimere impulsi veloci (spikes) che ci sono in giro e non pezzi della nostra tensione pulsante. Se cosi' facessimo, essendo la durata di questi molto ampia, il dispositivo scalderebbe troppo.