La tensione di break-over del TIC106D e' 400V, vuol dire che un qualsiasi picco oltre tale valore lo fanno innescare spontaneamente. E' un valore piuttosto basso visti i picchi di tensione che ci sono in giro. Io consiglio sempre di mettere un transzorb bidirezionale tra filo verde e massa in modo da limitare il picco a 300V. Sono componenti velocissimi, adatti allo scopo. Forse cosi' non ci sara' modo di preoccuparsi ulteriormente.
Riccardo cosa dici invece di separare le alimentazioni dei due trasduttori con una bobina doppia? In questo caso dimezzi la corrente assorbita da ogni singola bobina e potresti riavvolgerle con la stessa sezione dell'originale e dovresti essere al sicuro. Adesso non mi ricordo la sezione con la quale ho riavvolto la mia bobina doppia, ma se interessa ci guardo e ti dico..
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moto morini 125 h 1975...
d’accordo sul fatto che l’energia accumulata in un condensatore dipende dalla tensione (la corrente che circola ne è una conseguenza), ma ipotizziamo di misurare la tensione ai capi della bobinetta (avvolta con filo sottile) a vuoto: avremmo dei valori elevatissimi. Applicando il carico (i condensatori) la tensione s’inginocchia parecchio, salvo negli istanti in cui (senza usare il ponte) la carica non avviene (ed è questo che provoca i picchi).
È un po’ come alimentare una lampadina a 12 V con un piccolissimo trasformatore che fornisca una tensione molto più elevata di 12 V: sicuramente riuscirà ad accenderla e neanche arriverà a bruciare il filamento, ma di certo lavorerà impiccato.
Nel mio caso la tensione è così elevata che non solo carica il condensatore, ma verosimilmente arriva a valori tali da provocare la chiusura spontanea dell’SCR.
Non credo si tratti di falsi trigger che ingannano la pistola, perché se è vero che il sistema d’innesco (captatore) non può andare “indietro nel tempo”, è altrettanto vero che l’SCR può chiudersi se ai suoi capi si supera una tensione critica che il condensatore – posto in parallelo – non riesce a limitare. A questo proposito si potrebbe fare una prova (e magari la farò): ruotare la flangia dello statore e metterla nelle posizioni estreme dei fori asolati (in un senso e nell’altro) tentando di sfasare le creste della sinusoide del segnale d’alimentazione rispetto all’istante in cui avviene la scarica.
Io immagino che vi sia una coincidenza di tre fattori:
- la prossimità dell’istante di scarica;
- la tensione elevata sul filo verde oltrepassati i 6.500 – 7.000 giri;
- la fase della tensione sul filo verde.
Quando questi tre fattori sono concordi la scintilla scocca per autoconduzione dell’SCR prima del dovuto.
Non credo che l’angolo al quale è posizionata la bobinetta, né quello a cui sono disposti i magneti sul volano siano scelti a caso: intorno all’istante di scarica probabilmente avremo sul filo verde la semionda negativa. Ma col ponte non è così…
Nel mio motore il balzo dell’anticipo avviene solo nel cilindro anteriore, e ricordo in passato di aver “studiato” la sovrapposizione dei segnali di pilotaggio (captatore) e alimentazione (filo verde) osservando che il condensatore del posteriore ha fisiologicamente meno tempo per caricarsi, oppure la fase d’accensione del posteriore è tale per cui all’istante di scarica determinato dal captatore il trasduttore non è “investito” dal picco positivo.
Ho sempre pensato che vi sia una certa interferenza da parte del segnale d’alimentazione sul comportamento complessivo del sistema d’accensione.
Quindi, prendendo per buona la mia ipotesi (ma lo è?) bisogna variare uno dei tre parametri anzidetti: ovviamente l’anticipo non possiamo toccarlo, la fase del filo verde è modificabile solo minimamente (incontriamo il vincolo delle asole), mentre è semplice intervenire sulla tensione di alimentazione.
Ora che ci penso però c’è una potenziale controindicazione: posto che una bobinetta sovradimensionata in sezione del filo è in grado di erogare una corrente maggiore, cosa succederà agli SCR nel momento della scarica, quando, per ineludibili caratteristiche intrinseche al circuito, scaricano a massa tutta la tensione (e quindi corrente) proveniente dall’alimentazione?
Ricordo che basta mettere un condensatore in parallelo al filo verde per uccidere l’SCR (a me è successo), dato che nell’istante della scarica avremo sovrapposte l’alimentazione dalla bobinetta e l’energia accumulata in tale condensatore. Quanto ci avviciniamo al limite sopportabile dall’SCR?
Mi sa che la faccio riavvolgere con 3.000 spire di AWG36 come l’originale del tipo piccolo...
Riccardo, io ho sempre votato per la soluzione bobinetta "palle quadre" ( ) ovvero una bobinetta come l'originale magari utilizzando un filo leggermente piu' grosso fino ad esaurimento del rocchetto. Pur rimanendo tra i 200 ed i 220 Ohm e con gli isolanti del giorno d'oggi il funzionamento e' garantito per anni ed anni. Io ho sempre insistito per il filo piu' grosso perche' andando a leggere le specifiche del filo awg di serie mi pare essere un po' al limite (dobbiamo alimentare due bobine contemporaneamente) come corrente.
Per quanto riguarda i picchi di anticipo io credo che questi siano dovuti a qualche spike che da falsi trigger alla pistola piu' che un vero e proprio colpo di anticipo in eccesso. Il circuito dell'anticipo e' impostato partendo dal max anticipo poi, l'elettronica, e' in grado di fornire solo ritardi a partire dall'anticipo massimo, impossibile quindi anticipare ancora di piu'...si puo' solo ritardare. Io mi preoccuperei di mettere la famosa spira in cortocircuito o un dispositivo elettronico sul filo verde (tranzorb) che tagli in modo veloce questi picchi.
Per quanto riguarda il condensatore di carica...dalla famosa formula salta fuori che per aumentare l'energia della scintilla sarebbe molto meglio incrementare la tensione di alimentazione (perche' va con il quadrato). Si ottiene anche qualcosa aumentando il condensatore ma poi bisogna vedere se il regime massimo e' compatibile con i cicli carica/scarica del CDI. Io credo che con 2microF molto probabilmente a 9000 giri ci si arrivi pero' occorre provare che ad un certo regime il circuito non inizi a murare.
Per quanto riguarda la formula che lega spire/tensione ottenibile c'e' una formula pratica che lega i vari parametri (ma non chiedermi altro perche' anch'io non so nulla di elettrotecnica). Vmax= NxAxVxPxB/2 dove: N=numero spire, A=area della spira in Mquadri, V=velocita' di rotazione (ciclial secondo), P= numero poli magnetici per ciclo, B=valore campo magnetico in tesla.
Mi accingo a revisionare due statori con sostituzione delle bobine di ricarica con quelle della Vespa 125 e, per quanto riguarda uno dei due, con rifacimento anche della bobinetta di alimentazione dei trasduttori, che è fulminata.
Questa bobinetta è del tipo alto e, quando funzionante, misura oltre 300 ohm. Ho notato che, usando il ponte, ad alto numero di giri l’anticipo compie un balzo in avanti decisamente pericoloso. Questo accade coi trasduttori celesti ma, seppur in modo meno evidente, anche con i trasduttori neri originali.
Dunque ho tre possibilità:
1. non usare il ponte, ma in questo modo perdo il beneficio di avere l’indipendenza fra i due trasduttori (se uno va a massa si torna comunque a casa senza dover staccare un filo) e perdo anche il vantaggio di avere una tensione d’alimentazione già abbastanza alta in fase di avviamento;
2. installare una bobinetta del tipo piccolo (220 ohm);
3. riavvolgere la bobinetta con filo di sezione maggiore in modo da avere stessa potenza in VA (volts * ampère) ma tensione più bassa e corrente più alta.
Mi sto orientando per quest’ultima ipotesi, peraltro avvalorata dalla prospettiva d’impiegare definitivamente i trasduttori celesti (quelli della Vespa) che hanno dei condensatori di capacità maggiore (2 uF contro 1 uF degli originali) e che quindi a mio avviso necessitano di un’alimentazione che spinga più in corrente che in tensione, ponendo contemporaneamente al riparo il circuito da guasti o inneschi spontanei (leggi balzo di anticipo) provocati dai picchi di tensione.
Detto questo, che filo impiegare?
Se non erro quelle piccole hanno 3.000 spire, e, quando sane, vanno benissimo senza provocare malfunzionamenti di sorta dovuti a tensione troppo elevata. Immagino quindi che riavvolgendo una bobinetta grossa con filo di sezione idonea a riempire tutto il volume disponibile con 3.000 spire sia l’ideale.
Ora io non ho studiato elettrotecnica e non conosco le formule per calcolare questi valori. Sapete darmi un suggerimento per poter dare le corrette indicazioni all’officina che farà il lavoro?
Tento di rispondermi da solo e semmai chiedo conferma: posso provare con l'AWG 34 in luogo dell'originale AWG 36?