Be' avro' anche rotto il ghiaccio ma a te va il plauso di aver saputo argomentare!
Comunque ogni volta che si parla con quell'uomo si scoprono segreti delle nostre moto sempre piu' reconditi!!
Riprendo l’argomento dopo breve colloquio con Lambertini sabato scorso a Morano. Per prima cosa - anche se non è strettamente materia di quest’intervento - mi ha confermato la correttezza del calcolo sul bilanciamento (grazie a Piero57 per aver rotto il ghiaccio al posto mio, diversamente forse non ce l’avrei fatta!), aggiungendo che con l’invecchiare degli stampi di pistoni e bielle i pezzi venivano progressivamente sempre più pesanti con inevitabile compromissione dell’equilibratura inizialmente stabilita; poi gli ho chiesto sul disassamento, e il Nostro mi ha prospettato un’architettura più complessa di quella che immaginavo. In breve: i cilindri, pur mantenendo la nota inclinazione di 72°, sono traslati verso l’interno per ridurre ulteriormente gli ingombri, di talché gli assi passanti per i cilindri stessi non s’intersecano canonicamente sull’asse motore, ma in un punto diverso al di fuori di esso. Suppongo però (ma questa è una mia personale deduzione) che in realtà solo uno dei due cilindri – l’anteriore – sia effettivamente “avvicinato” all’altro, e questo forse spiega la differente lunghezza delle aste (quelle del posteriore, come noto, sono più lunghe di 2 mm). Il disassamento del foro dello spinotto è quindi una compensazione dell’avvicinamento dei cilindri – che nel progetto sta concettualmente a monte, data appunto la primaria esigenza di limitare l’ingombro – ma tale accortezza non ripristina una identica geometria fra i due gruppi.
Prendendo per buona la mia ipotesi, ossia la disposizione asimmetrica dei cilindri rispetto al centro di rotazione dell’albero con l’anteriore spostato indietro, nella corsa di discesa il pistone di quest’ultimo subisce un’accelerazione maggiore da cui probabilmente deriva la maggior rumorosità, poi risolta con la famosa molletta sotto il raschiaolio.
A conferma di ciò Lambertini mi ha anche detto che il posteriore ha un funzionamento più corretto dal punto di vista termodinamico in quanto il pistone “sosta” per più tempo in zona PMS in fase di combustione. Io ho “tradotto” questa frase come spiegato sopra. In un certo senso è come avere un RDC più elevato: e infatti sappiamo che l’anticipo d’accensione del posteriore è fisiologicamente più basso. Ma il perché di quest’ultima stranezza, perdonatemi, non gliel’ho chiesto…
bevotroppo scritto:
...ma le vedi le immagini (da tinypic)..????
Si le vedo.
Sarebbe interessante trovare dei pistoni del
diametro del 350 ma con gli spinotti spostati
più verso il cielo del pistone.
Si abbasserebbe tutto il complesso
cilindro, testa e aste, queste ultime
con un guadagno in leggerezza.
Ho sbagliato anch'io nello scrivere il precedente intervento: mi sono dimenticato una cosa nel secondo passaggio della formula (errore tipico di quando facevo lo Scientifico, tale che non ho mai superato il 4 in matematica). Il passaggio corretto è il seguente
arcsen di [valore disassamento / (0,0285 + 0,118)].