Ma come hai fatto col flessibile ? Mi ricordo quando ero giovane che smontai il 125 per cercare di elaborarlo (Lucidatura condotti, bilancieri, lucidatura ed alleggerimento campana frizione, ecc. ecc.) che l'albero motore era impossibile da lucidare tanto era duro ... Ha un trattamento ? Quanti dischi e tempo hai impiegato ?
La risposta è un po' sintetica, ma va bene così , grazie.
Nessun segreto, nessuna alchimia: un signore che aveva l’officina Morini mi ha detto che per un certo periodo di tempo la Casa rimandava gli alberi così tagliati. Non so se glieli spedissero per rettificarli o se fosse stato una sorta di richiamo (non credo). Fatto sta che il meccanico, vedendo quel tipo di lavoro, si fece una dima in modo da poterlo replicare da sé. Naturalmente il risultato estetico non è come quello del lavoro fatto dalla Casa (che probabilmente adoperava una fresa a copiare), ma meccanicamente funziona lo stesso.
E’ chiaro poi che sarà sempre possibile affinare il bilanciamento dopo aver pesato e pareggiato anche i pistoni e bielle che andranno abbinati a quest’albero.
La dima non ce l’ho, ce l’ha lui. Me l’avrebbe anche data ma ho preferito lasciargliela. Alla prossima occasione magari me la faccio prestare e la copio.
Ciao Ragazzi,
chi di voi mi spiegherebbe differenze prestazionali tra un albero vecchio stile ed uno tipo kanguro?
Detto in pochissime parole, nell’albero del primo tipo una buona parte della massa dei contrappesi è disposta, rispetto all’asse di rotazione dell’albero, dalla stessa parte del perno di manovella. Tale massa quindi compensa in parte quella della maschetta vera e propria, che quindi è come se fosse più leggera. Ciò significa avere una percentuale di bilanciamento delle masse alterne inferiore all’unità. Una buona parte delle vibrazioni si esercita pertanto verticalmente ed in modo maggiormente avvertibile e fastidioso.
L’albero del Kanguro invece, ha le mannaie a dirimpetto del perno di manovella, il che equivale ad avere un bilanciamento del 100 per cento delle masse animate da moto alternativo. Non si eliminano le vibrazioni (è impossibile in un V a 72°) ma si fa in modo che esse si esercitino lungo l’asse orizzontale. Considerato questo, e considerato anche che i motori equipaggiati con questo albero hanno bielle più esili e leggere, si ottengono vibrazioni inferiori in assoluto e meno avvertibili.
P.S.: sui perni di banco i cuscinetti lasciano delle tracce che non sono uniformi su tutta la circonferenza. Un fatto analogo avviene sul perno di manovella, che presenta sempre la maggior usura nella parte che guarda verso il centro dell'albero, coincidente con lo strappo che dà la biella al PMS in fase d'incrocio. Sul banco, il punto in cui la traccia è più marcata corrisponde all’angolo in cui è diretta la forza che, trasmessa al carter attraverso il cuscinetto, genera le vibrazioni. Naturalmente non è solo quella, ben inteso… Voglio però confrontare le tracce lasciate dai cuscinetti di banco nei due tipi di albero motore, quello vecchio e quello del tipo Kanguro. Chissà che non venga fuori qualcosa di interessante.