..ed alla fine ho trovato il guasto che mi ha afflitto nel viaggio di andata a Morano; approfitto dell'occasione per chiedere se qualcuno ha delle foto del gruppo "meccanici da campeggio" (albe1979 - bevotroppo - gavio84 - morini52 in rigoroso ordine alfabetico) al lavoro, può contattarmi o pubblicarle per la mia collezione "ricordi di viaggio"...
Questi i fatti: nel viaggio di andata (600 Km) la moto era andata abbastanza bene fino oltre le montagne della liguria ma arrivato in pianura padana la situazione era crollata; "abbastanza" perchè gia prima della partenza avevo avuto un calo delle prestazioni che avevo attribuito ad un rifornimento benzina di m..da fatto in un giro precedente ma il degrado piano piano aumentava..
i sintomi: il regime di utilizzo era solo da 3000 a 4000 RPM (in diminuzione) sotto questi giri il motore andava malissimo, sopra semplicemente era impossibile salire mentre la manopola del gas era "attiva" solo in uno spazio di circa 1 mm di rotazione con il risultato di una velocità massima di 70/80 in sesta ed un dramma ad ogni salitina ma la partenza sempre pronta al primo colpo.
Arrivato a Morano ho avuto il soccorso di tutti e si è cominciato con:
la pulizia dei getti dei carburatori
trovandoci dentro di tutto, morchie & polveri portandoci quindi alla decisione di:
svuotare e pulire il serbatoio
operazione che ha concluso il pomeriggio di lavoro, il giorno dopo si sarebbe fatto il giro tradizionale.
Dopo il rimontaggio la partenza ma il viaggio è stato di poche centinaia di metri
acqua nelle vaschette
residuo del lavaggio, la sua rimozione non ha portato a miglioramenti del guasto originale ma mi ha permesso il rientro al Morini Day; quindi
sostituzione di entrambi trasduttori
in quanto avevo su quelli della vespa (sono un laboratorio viaggiante), ovviamente non è cambiato nulla e quindi nel pomeriggio sono partito per Rovigo con il buon Tonicsix che mi ha fatto da
balia per tutta la pianura Padana alla folle velocità max di 75 Km/h.
il giorno successivo di buona mattina
revisione completa dei carburatori
con Antonio che mi ha debitamente strigliato per come tratto il morini (non so se abitualmente lavora con i guanti, ma mi piace pensare che sia stata una conseguenza per la zozzeria che circonda i miei biberon; efffettivamente ha ragione, ma io sono un inguaribile romantico) però, oltre qualche decina di difetti strutturali non abbiamo trovato nulla che giustificasse il malfunzionamento e quindi partenza per Bologna nelle stesse condizioni del giorno precedente.
A 3 Km dalla fabbrica Morini ecco il diluvio universale con sosta di un'ora sotto un distributore, quindi sfumata la visita alla fabbrica abbiamo deciso di dividerci e intraprendere ognuno il viaggio verso casa.
Il ritorno è stato duro perchè inequivocabilmente il problema peggiorava, ma guidando ad "udito" (basandomi sul variare del suono del motore) e facendo tutte stradine secondarie sono riuscito a percorrere i 300 Km fino a casa con le ultime salitine in prima ed il motore che tossiva.
Il giorno dopo la moto non partiva più, solo insistendo qualche colpo veniva dal cilindro posteriore
sostituzione marmitte
è un ricordo del due tempi, ma non si sa mai, nessun cambiamento
sostituzione trasduttori e pick-up e controllo impianto
come prima
sostituzione candele
quelle vecchie erano incrostate di un carbone "secco" (non da olio), nessun risultato ma decido di
smontare la testata anteriore
solo qualche deposito di carbone, in fondo ho fatto 700 Km in condizioni pietose ma dopo il rimontaggio noto qualcosa che non va nell movimento delle valvole e temo subito un a "lisciatura" dell'asse a camme che dopo i circa 140.000 Km del mio motore ci potrebbe anche stare ed alla fine smontato il carter noto che il PMS del volano è spostato un paio di dita rispetto al segno sull'asse a camme, penso al salto di qualche dente della cinghia ed invece
la chiavella del pignone della distribuzione è tutta stirata e la relativa sede nel pignone distrutta
direi che mi è andata proprio bene ed ora bisogna riparare.
La cosa più ovvia sarebbe di comprare un nuovo rocchetto ma per me che sono nato a Genova "comprare" fa rima con "spendere" e questo mi provoca tachicardie, rush epidermici e qualche altra decina di sintomi psicosomatici e quindi ho pensato
di utilizzare qualche altra tacca del pignone che in fondo ne ha altre 7 nuove.
Vi siete mai chiesti a cosa servono le altre sedi non utilizzate? è una geniale soluzione per permettere una regolazione di +/- 4,09° - 8,18° - 12,27° - 16,36° nell'ambito dello stesso dente della cinghia semplicemente selezionando una tacca diversa grazie al fatto che i denti sull'albero (

sono in mumero diverso dalla dentatura esterna (11): tanto di cappello al progettista!
Utilizzare quindi un'altra sede significa quindi spostare l'angolo dell'asse a camme rispetto a quello dell'albero motore ma con quali conseguenze? quelli come me, che hanno fra i 20 e i 25 anni, ricorderanno sicuramento che la Fiat 128 utilizzava per la versione sport lo
stesso asse a camme ma anticipato di 10° che
dava più potenza ma contemporaneamente
garantiva una durata del motore proporzionalmente minore; mi piacerebbe sapere se qualcuno ha sperimentato qualcosa di simile nei nostri motori e da parte mia posso dire che con la strana fase che mi sono ritrovato è vero che la guida è impossibile ma anche che ho fatto il pieno a Bologna (non al massimo perchè non tiene la guarnizione del tappo e non si può sprecare il prezioso liquido) e dopo 300 Km non sono ancora entrato in riserva!
Dato che però mi fido di quanto progettato dalla casa madre, credo che farò
una nuova sede per la chiavella nell'ingranaggio dell'asse a camme spostata di 90° rispetto alla precedente e se le mie teoria è giusta dovrebbe portarmi ad avere la fase mezzo dente di cinghia spostata e quindi di usare la tacca diametralmente opposta a quella rovinata sul pignone.
Ringrazio coloro che sono arrivati a leggerte fino a qui senza essersi addormentati e soprattutto quelli che mi hanno aiutato nella mia disavventura.