BANCO PROVA STRUMENTI

15/12/2016 20:36 #27792 da rrr1980
Risposta da rrr1980 al topic R: BANCO PROVA STRUMENTI

Ciao Riccardo,

a leggere i tuoi post c'è sempre, almeno per me, da imparare.
Grazie
enrico (kropot)


Troppo gentile Enrico, le mie sono perlopiù perversioni, ma il cervello va fatto funzionare.

Ora che mi sono lanciato in questa realizzazione, penso che mi dedicherò a un altro banco, più complesso ma decisamente più utile.

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15/12/2016 00:37 #27784 da kropot
Risposta da kropot al topic R: BANCO PROVA STRUMENTI
Ciao Riccardo,

a leggere i tuoi post c'è sempre, almeno per me, da imparare.
Grazie
enrico (kropot)

350 sport 1974
350 gt 1981
350 k 1982
250 j prima...

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14/12/2016 21:47 #27782 da rrr1980
BANCO PROVA STRUMENTI è stato creato da rrr1980
Prima di tutto, a titolo di doverosa premessa, una citazione di Oscar Wilde: “niente è più necessario del superfluo”. Perché in effetti di superfluo si tratta, dal momento che tutti siamo giustamente rassegnati al fatto che i nostri strumenti sono tutt’altro che precisi.

Ma nonostante ciò – e GPS o altre diavolerie hi-tech a parte - restava l’intimo dubbio, mai risolto, circa l’attendibilità delle indicazioni fornite dalla strumentazione.
Accarezzavo da molto tempo l’idea di realizzare un qualche marchingegno che mi consentisse di mettere alla prova il tachimetro, e alla fine, dopo diverse ipotesi scartate tra cui trapano, mola e quant’altro, me lo sono costruito.
Allo scopo disponevo di un particolare motore elettrico gentilmente donatomi da un amico: si tratta di un motore sincrono (σύν – χρόνος, “syn - chronos”, tempo insieme), che, alimentato in corrente alternata, va a tempo con la frequenza di rete ruotando a un numero di giri rigorosamente costante ed indipendente da una data coppia resistente massima applicata, oltre la quale perde il passo, strappa e si arresta.

Detto motore, avendo quattro poli, sulla rete europea a 50 hz gira ad esattamente 1.500 giri al minuto.

Con questo riferimento certo, si trattava di fare due semplici calcoli per capire cosa aspettarsi da uno strumento così azionato, pertanto:

- nei tachimetri Veglia, ad un giro della corda corrisponde un metro percorso;

- il rinvio al mozzo ruota ha un rapporto pari a 1:2 (ad un giro della ruota corrispondono due giri della corda);

- lo sviluppo del pneumatico anteriore è di circa due metri.

Con questi dati a disposizione è semplicissimo ricavare le necessarie corrispondenze, ad esempio, a 90 km/h, la ruota anteriore gira a
90 x 1000 / 2 / 60 = 750 giri mentre la corda, stante il rapporto 1:2 del rinvio, girerà a 1.500 giri. Quindi, azionando il tachimetro col motore in questione, lo strumento dovrà segnare 90 km/h, e se così non fosse, si dovrà riposizionare opportunamente la lancetta. E invece no, sarebbe troppo facile.

Il problema infatti non è soltanto il posizionamento della lancetta, ma anche e soprattutto la linearità, ossia, chi mi garantisce che segnerà bene anche a tutte le altre velocità?
Ho dovuto quindi realizzare un aggeggio con altre due prese che ruotassero a velocità diverse ma altrettanto precise, e per farlo ho utilizzato dei rocchetti dentati azionati dal motore ad ottenere i 750 giri (cui dovranno corrispondere i 45 km/h) e i 3.000 giri (per gli irraggiungibili 180 km/h).

Ecco il trespolo:



Il tachimetro è mosso da un rudimentale giunto elastico presente su ciascuna presa, costituito da un volgarissimo tubetto di gomma e da una vite opportunamente sagomata che va ad incastrarsi nel quadro dell’alberino, trascinandolo.

Approntato il tutto ho potuto constatare quanto segue:

- a 45 km/h gli strumenti sono tutti abbastanza precisi;

- a 90 c’è uno scarto di circa 10 km/h in eccesso;

- a 180 lo scarto è decisamente sfacciato.

Il problema risiede dunque nella molla a spirale tarata che contrasta il movimento della lancetta: legge di Hooke alla mano, essa ha una costante elastica non adeguata alla spaziatura della scala del tachimetro, ossia, in altre parole, risulta troppo deformabile. Va quindi scorciata fino ad ottenere il risultato desiderato, dopodiché si renderà necessario comunque aggiustare la posizione della lancetta sull’alberino.

L’operazione non è banale ma neanche fantascientifica: una delle due estremità è fissata al blocchetto statico mediante una bitta e basterà farla scorrere quanto basta (purtroppo non ho scattato foto).

Dopo qualche tentativo, sono riuscito nell’intento. Ecco qualche foto del raffronto fra uno strumento originale e quello ritarato come sopra descritto:



Le differenze sono piuttosto evidenti.

Lascio a voi le conclusioni.
Ringraziano per il messaggio: giumorin, porverone, libero

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Moderatori: giumorin, clodomorini, Robino62, kropot
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