Uno dei frequentatori di questo Forum - che magari, se vorrà, uscirà allo scoperto – aprendo il motore di un 501 Camel ha notato una notevole differenza nello stato d’usura delle bronzine di biella: quella del cilindro posteriore (che, seguendo il percorso della canaletta all’interno dell’albero, riceve l’olio per prima) è messa molto peggio dell’altra. E’ emerso che tale difetto di lubrificazione è provocato dalla conformazione del condotto interno all’albero: la sua sezione infatti è inizialmente pari a 7 mm (dall’imboccatura all’estremità sinistra fin sotto il primo grano M8x1), poi incontra una curva a 90° all’ingresso del perno di manovella, dove per giunta la sezione aumenta a 14,5 mm. Ora, se io metto in pressione staticamente un condotto, la forza esercitata dal fluido contro le pareti del condotto stesso sarà egualmente distribuita in ogni punto, ma dinamicamente (cioè, in presenza di flusso) le cose cambiano. La curva a 90° e il brusco aumento di sezione provocano una perdita di carico nel primo tratto della canaletta interna al perno di manovella, tale che la pressione all’altezza dei primi due fori radiali (quelli che portano olio proprio alla bronzina del cilindro posteriore) è inferiore a quella presente nella zona in cui ci sono gli altri due fori. In altre parole, la bronzina del cilindro 2 prende meno olio, e tale inconveniente aumenta all’aumentare del flusso, ossia proporzionalmente all’usura delle bronzine poste a valle. E’ evidente quindi che all’aumentare della percorrenza chilometrica il sistema entra in un circolo vizioso che evidenzia sempre più questo problema: più usura, più flusso, più flusso, più usura, meno lubrificazione, rottura velo d’olio e fusione bronzina.
La stessa persona di cui sopra mi ha fatto inoltre notare che sugli ultimi motori 501 la porzione di condotto interna al braccio di manovella lato primaria (quindi la mandata) non ha il tappo da 8x1 ma ne ha uno da 12x1,5, il che significa che il condotto sottostante è da 10,5. Si può quindi presumere che in Morini abbiano notato il problema e agito di conseguenza, nel tentativo di ridurre il salto di sezione che nei primi alberi del 500 è pari a 7,5 mm mentre nel 501 è di “soli” 4 mm.
Ora, la curva naturalmente non la possiamo raddrizzare ma si può tentare di ridurre (quando non azzerare) tale differenza di sezione; dubito però che nell’albero del 500/501 sia possibile portare quel condotto a ben 14,5 mm.
Nel 350 (che pure è afflitto dallo stesso problema, benché in misura molto molto minore) si può fare di più: c’è tutto lo spazio per allargare il condotto interno al braccio lato sinistro fino a 10,5 mm, portandolo quindi alla stessa sezione di quello interno alla manovella.
Io ci ho provato. Ho un albero 350 sul quale l’officina sbagliò una lavorazione rendendolo inservibile (e naturalmente non beccò un soldo): ho collegato alla sua estremità sinistra una gomma da giardino e ho aperto leggermente il rubinetto. Si vede chiaramente che dai primi due fori esce meno acqua.
Impiegando punte a muro al widia ho portato il condotto di mandata interno al braccio a 8, poi a 9 mm, in previsione (povero illuso) di poterlo filettare e tappare con un gramo da 10x1,25.
Come si vede in foto, la differenza di portata si è ridotta.
Ho quindi tentato di filettare per il nuovo tappo, ma è impossibile lavorare l’acciaio dell’albero, che quindi andrà tappato in altro modo.
Mi è stato quindi suggerito di farmi un tappo conico in ferro da piantare mediante pressa nel foro, con un velo di Loctite.
A questo punto, svincolato dalle misure precise imposte dall’uso dei grani, posso allargare anche fino a 10,5 annullando il salto di sezione fra i due condotti, quindi tappare con idoneo cono artigianale ricavato da vite M12 grado 4.8 (tenera). Il cono, per scrupolo, verrà poi fermato definitivamente con due punti di saldatura, forato a 6,75 a propria volta e filettato M8x1,25 per poter accogliere un grano, più o meno come in origine, per eventuali future ispezioni.
Questo è il lavoro finito.
Ora devo ripetere le stesse operazioni, senza errori, sull’albero buono.