Lubrificazione bronzine - Migliorie o pipp... ?

27/01/2015 17:12 #21879 da rrr1980
Carlo,

questo è solo un esperimento e sinceramente non so se eseguirò la stessa cosa nel motore in assemblaggio. Tuttavia è evidente che il fenomeno si è notevolmente ridotto fino a sparire, ma mettere mano brutalmente in un albero motore comporta un bel pelo nello stomaco. …Che comunque non manca.
L'acciaio del pezzo è estremamente duro, anche con una punta da muro occorre un bel po' di tempo, olio e un trapano a colonna buono (altrimenti si pianta continuamente come il mio Valex). Mi sono però accorto che le ultime due passate (quella a 10 e a 10,5) sono state meno faticose, il che mi lascia supporre che "rotto il velo" il materiale sia più tenero, quindi il pezzo dovrebbe essere cementato.

Alberto (e anche sempre Carlo),

l'usura delle parti di un motore dovrebbe essere progressiva e pressoché uniforme in proporzione alla percorrenza chilometrica, questo fa sì che il motore invecchi "serenamente". Lo scopo di questo esperimento era quello di evitare ciò che invece a mio avviso determina il caso opposto, ossia una lieve, fisiologica usura di una parte (ad esempio la bronzina di banco, per chi ce l’ha), va ad innescare un processo che accelera notevolmente l’usura di altre parti (la bronzina del cilindro 2), determinando il precoce deterioramento di organi così vitali quando magari il resto del motore è ancora in discreto stato.
Teniamo a mente che le bronzine, se lubrificate costantemente e con olio pulito, hanno vita molto lunga.

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27/01/2015 10:54 #21876 da veronaalberto
Risposta da veronaalberto al topic R: Lubrificazione bronzine - Migliorie o pipp... ?
sulla base di queste considerazioni sarebbe interessante capire quale è la situazione della bronzina di banco. Ma penso anche che a motore montato se le tolleranze sono ancora
buone la resistenza che si crea alla fuoriuscita dell'olio dai fori ripristini un equilibrio accettabile
fra le varie portate dell'albero motore.

Verona Alberto

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26/01/2015 21:22 #21874 da bevotroppo
Risposta da bevotroppo al topic R: Lubrificazione bronzine - Migliorie o pipp... ?
Molto interessante Riccardo,
ritengo comunque che il fenomeno in questione (la differente portata di olio fra i fori delle teste di biella) si manifesti solo quando la tenuta della bronzina del cilindro anteriore sia ormai abbondantemente compromessa e che quindi in ogni caso i "giochi siano ormai fatti..." ma ciò non toglie nulla all' idea e ritengo che non vi siano controindicazioni alla modifica che proponi.

Vorrei comunque un tuo parere sulla durezza dell'albero motore: se allarghi un foro preesistente di ben 4 mm sicuramente supereresti la profondità di una cementazione e quindi dovresti trovare il materiale tenero, ma se la durezza persiste sta a significare che l'albero è di acciaio quindi duro in tutta la sua interezza, e non cementato.
Cosa ne pensi?

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26/01/2015 21:04 #21872 da tonicsix
Peccato che il reparto ricerche e sviluppo Moto Morini non esista più , altrimenti avresti potuto fare il collaboratore esterno !

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26/01/2015 17:46 #21870 da rrr1980
Uno dei frequentatori di questo Forum - che magari, se vorrà, uscirà allo scoperto – aprendo il motore di un 501 Camel ha notato una notevole differenza nello stato d’usura delle bronzine di biella: quella del cilindro posteriore (che, seguendo il percorso della canaletta all’interno dell’albero, riceve l’olio per prima) è messa molto peggio dell’altra. E’ emerso che tale difetto di lubrificazione è provocato dalla conformazione del condotto interno all’albero: la sua sezione infatti è inizialmente pari a 7 mm (dall’imboccatura all’estremità sinistra fin sotto il primo grano M8x1), poi incontra una curva a 90° all’ingresso del perno di manovella, dove per giunta la sezione aumenta a 14,5 mm. Ora, se io metto in pressione staticamente un condotto, la forza esercitata dal fluido contro le pareti del condotto stesso sarà egualmente distribuita in ogni punto, ma dinamicamente (cioè, in presenza di flusso) le cose cambiano. La curva a 90° e il brusco aumento di sezione provocano una perdita di carico nel primo tratto della canaletta interna al perno di manovella, tale che la pressione all’altezza dei primi due fori radiali (quelli che portano olio proprio alla bronzina del cilindro posteriore) è inferiore a quella presente nella zona in cui ci sono gli altri due fori. In altre parole, la bronzina del cilindro 2 prende meno olio, e tale inconveniente aumenta all’aumentare del flusso, ossia proporzionalmente all’usura delle bronzine poste a valle. E’ evidente quindi che all’aumentare della percorrenza chilometrica il sistema entra in un circolo vizioso che evidenzia sempre più questo problema: più usura, più flusso, più flusso, più usura, meno lubrificazione, rottura velo d’olio e fusione bronzina.
La stessa persona di cui sopra mi ha fatto inoltre notare che sugli ultimi motori 501 la porzione di condotto interna al braccio di manovella lato primaria (quindi la mandata) non ha il tappo da 8x1 ma ne ha uno da 12x1,5, il che significa che il condotto sottostante è da 10,5. Si può quindi presumere che in Morini abbiano notato il problema e agito di conseguenza, nel tentativo di ridurre il salto di sezione che nei primi alberi del 500 è pari a 7,5 mm mentre nel 501 è di “soli” 4 mm.
Ora, la curva naturalmente non la possiamo raddrizzare ma si può tentare di ridurre (quando non azzerare) tale differenza di sezione; dubito però che nell’albero del 500/501 sia possibile portare quel condotto a ben 14,5 mm.
Nel 350 (che pure è afflitto dallo stesso problema, benché in misura molto molto minore) si può fare di più: c’è tutto lo spazio per allargare il condotto interno al braccio lato sinistro fino a 10,5 mm, portandolo quindi alla stessa sezione di quello interno alla manovella.
Io ci ho provato. Ho un albero 350 sul quale l’officina sbagliò una lavorazione rendendolo inservibile (e naturalmente non beccò un soldo): ho collegato alla sua estremità sinistra una gomma da giardino e ho aperto leggermente il rubinetto. Si vede chiaramente che dai primi due fori esce meno acqua.

Impiegando punte a muro al widia ho portato il condotto di mandata interno al braccio a 8, poi a 9 mm, in previsione (povero illuso) di poterlo filettare e tappare con un gramo da 10x1,25.


Come si vede in foto, la differenza di portata si è ridotta.




Ho quindi tentato di filettare per il nuovo tappo, ma è impossibile lavorare l’acciaio dell’albero, che quindi andrà tappato in altro modo.
Mi è stato quindi suggerito di farmi un tappo conico in ferro da piantare mediante pressa nel foro, con un velo di Loctite.

A questo punto, svincolato dalle misure precise imposte dall’uso dei grani, posso allargare anche fino a 10,5 annullando il salto di sezione fra i due condotti, quindi tappare con idoneo cono artigianale ricavato da vite M12 grado 4.8 (tenera). Il cono, per scrupolo, verrà poi fermato definitivamente con due punti di saldatura, forato a 6,75 a propria volta e filettato M8x1,25 per poter accogliere un grano, più o meno come in origine, per eventuali future ispezioni.





Questo è il lavoro finito.



Ora devo ripetere le stesse operazioni, senza errori, sull’albero buono.

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