Io i dischi in alluminio li ho trovati da Campolmi , sono della Adige
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Una domanda, oltre al peso cosa cambia con quelli in alluminio, si nota la differenza.
Campolini è il signor Paolo meccanico Luzzi?
Sì Paolo meccanico Luzzi , la differenza non la ricordo , ricordo che dopo averli provati ho preferito rimontare i dischi usati , stavo cercando di eliminare un problema alla frizione e con quelli in alluminio mi trovavo male
posto che l'alleggerimento descritto ha un effetto trascurabile per quanto riguarda la prontezza del motore, ma è avvertibile solo nei transitori delle cambiate, se, come mi hai detto, hai problemi a mettere in folle a fermo vuol dire che hai la frizione che trascina, e questo inconveniente impedisce di percepire qualsiasi miglioramento dovuto a masse più leggere.
La parte condotta della frizione deve essere perfettamente libera da trascinamenti, questo già di per sé rende il cambio molto più agile, e non solo a fermo.
Col tempo e molti errori ho imparato ad individuare le possibili cause del trascinamento della frizione, che sono:
- registrazione non corretta;
- dischi deformati (non perfettamente piani) con conseguente maggiore ingombro assiale e contatto degli stessi con quelli adiacenti anche in fase di disinnesto;
- cave del mozzo usurate con perdita di scorrevolezza e talvolta impuntamento nel movimento assiale dei dischi in acciaio;
- trafilaggi d’olio nei dischi, che si appiccicano fra loro;
- mozzo che lega col reggispinta della campana per via di gioco insufficiente fra i due pezzi o eccessivo tiraggio del dado;
- paraolio interno erroneamente sostituito con uno dotato di anello parapolvere, che fa troppo attrito col distanziale cilindrico, provocando trascinamento;
Smonta il coperchietto in alluminio della frizione e, a motore caldo, tira la leva col cambio in folle. Dopo qualche secondo devi vedere lo spingidisco fermarsi da sé mentre la campana, facendo un gran chiasso di ferraglia, continua a girare. Se non trovi il folle probabilmente nella tua moto questo non avviene.
Aggiungo che quando il mozzo lega con la campana compare anche un altro inconveniente: il distanziale cilindrico in acciaio, non più impacchettato fra il mozzo e il rasamento posto nella parte interna, può girare sull’albero primario del cambio rompendo la guarnizione formata dal composto di tenuta (il famoso Ilomar) con conseguenti infiltrazioni d’olio dentro la frizione.
La frizione del 3 ½ è molto semplice ma al contempo dev’essere perfettamente a punto per funzionare bene. Quando ho iniziato a metterci le mani non ci capivo granchè e scacciavitavo senza sapere esattamente cosa stavo facendo… Mi sono infilato in certi gineprai che per venirne fuori…
Per curiosità: dove hai trovato e quanto costa la serie di dischi in ergal?
anche se siete fuori dalla mia portata tecnica, mi piace molto questo vostro spirito "sperimentatore"
qualche foto per capire? sarebbe regalo gradito
osservo inoltre che in linea teorica (ma anche pratica) si lavora sul momento angolare, e quindi i grammi tolti danno piu' beneficio se hanno un braccio lungo, cioe' se sono sui diametri piu' esterni
come vi siete approcciati su questo tema?
Riccardo, sinceramente non ho notato variazioni, ma ecco cosa ho fatto sul mio 350S del 76.
La prima colonna è il peso standard in gr. la seconda dopo modifica se c'è stata.
nel totale ho tolto 229 gr. che sono comunque un 10%
Premetto che sono contrario agli alleggerimenti selvaggi di stampo corsaiolo sulle moto stradali: quando vedo quei grotteschi “groviera” ovunque sono preso da un sentimento che sfiora la compassione nei confronti dell’autore.
Fatto sta che ieri sera, mentre riordinavo in garage, mi è caduto l’occhio su uno spingidisco della frizione del 3 ½ piuttosto malconcio di ruggine, ma tuttavia integro e nel complesso sano.
Messo sulla bilancia, pesava circa 230 grammi, ruggine compresa.
Non ha alcun senso alleggerirlo per guadagnare prontezza in quanto il pezzo, che ruota insieme col mozzetto, gli altri dischi condotti e il primario del cambio, gira a velocità notevolmente più bassa rispetto all’albero motore, condizione, questa, poco sensibile agli alleggerimenti.
Ma tutto il complessivo che ruota col primario del cambio è sottoposto a variazioni di velocità angolare molto brusche che non sono dovute tanto alle accelerazioni imposte dal motore, quanto al cambio delle marce.
Il cambio motociclistico non è sincronizzato e quando gli innesti frontali vanno in presa, la velocità angolare del primario si deve adeguare istantaneamente passando da quella imposta dal rapporto precedentemente innestato a quella del successivo, senza alcuna “anticipazione” come invece avviene nei cambi automobilistici sincronizzati. L’unica azione di smorzamento nel brevissimo transitorio è operata dal parastrappi in gomma alloggiato nel mozzo ruota.
In questo contesto dunque, ogni alleggerimento degli organi sottoposti a tali brusche variazioni di velocità non può che avere effetti benefici.
Mosso da questa convinzione ho piazzato il povero spingidisco sul trapano a colonna e l’ho sforacchiato selvaggiamente (procurandomi anche un taglio in una mano…), in parte con fori passanti, in parte ciechi, naturalmente privilegiando la periferia.
Pesato nuovamente, ho potuto constatare un alleggerimento di 36 grammi: pochi se valutati dal punto di vista delle accelerazioni del motore, molti, o comunque non insignificanti, se visti considerando il funzionamento del cambio, sopra descritto.
A questo punto non mi restava che provarlo, così l’ho montato al volo e sono uscito per un giretto di prova in cui ho potuto constatare, come speravo, un apprezzabile miglioramento del comportamento del cambio. In pratica quel “colpetto” che si avverte in particolare cambiando fra prima e seconda (e soprattutto fra seconda e prima) è un po’ più leggero e ho l’impressione generale di una maggiore agilità.
Mi domando a questo punto dove e come si possa ulteriormente alleggerire. Non il mozzetto (è in ghisa e si rischia di indebolirlo), naturalmente non il cambio. Forse i dischi in acciaio, ma temo di deformarli e di perdere superficie d’attrito.
Tanto dovevo, per condividere. Non datemi del pazzo.