PER CARITA NON DICIAMO A OCCHIO
IMPARIAMO
Le tacce incise sui forcelloni sono approsimative meglio non fidarsi,
come prendere i riferimenti cerchio forcellone, che delle volte sono
asimmetrici.
Allineare il cerchio posteriore con quello anteriore usando due
pertiche, entambe appoggiate ai lati del cerchio, devono risultare
parallele al cerchio anteriore, o meglio al centro del canotto di sterzo
ogni disallineamento comporta precarietà del mezzo.
In due parole ci si ritrova con un mezzo duro da condurre
con difficoltà a curvare con tendenza a chiudere, con
frenate che tendono a scomporre.
Io stesso ho dovuto riallineare il centro del canale del cerchio post.
con il centro di rotazione della forcella.
io per ovviare alla mancanza delle tacche uso il calibro, misuro la distanza tra il tendicatena e la base su cui spinge il perno, in pratica è come se avessi le tacche per far si che entrambi i tendicatena siano alla stessa distanza.
così faccio spesso anche io,
però ieri le ruote non mi sembravano allineate ed ho misurato la distanza tra perno ruota e perno forcellone:
con i registri a pari a sin era 5 mm di più che a destra........
forse i due bracci del forcellone non son lunghi uguali.....
forse ogni tanto è meglio riallineare le ruote usando la staggia......
io per ovviare alla mancanza delle tacche uso il calibro, misuro la distanza tra il tendicatena e la base su cui spinge il perno, in pratica è come se avessi le tacche per far si che entrambi i tendicatena siano alla stessa distanza.
facile innamorarsi di una Moto Morini.....da Moto...
preferisco aprire un motore che tirare la catena...
Sante parole! Sono perfettamente d'accordo.
Proprio l'altro giorno osservavo in un Malaguti Fifty 50 cc di proprietà di un amico un sistema di gran lunga migliore: il forcellone è realizzato con dei tubi quadri entro cui scorrono i supporti del perno ruota. Basta manovrare delle viti a brugola che i supporti scorrono belli precisi e - udite udite - ci sono anche le tacche di riferimento per allineare perfettamente la ruota!
Comunque io faccio a occhio, invocando non di rado le divinità.