Moto Morini Special

 
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Home Storia Franco Lambertini

 

Al tavolo da lavoro

Franco Lambertini

L'ingegner Franco Lambertini è il padre dell'ultimo poderoso V2 che ha permesso alla Moto Morini di rialzare la testa. In realtà, guardando la sua storia, si scopre che altri motori, non meno formidabili, furono da lui progettati in passato.
Quando si parla della Moto Morini il pensiero va subito a quel bellissimo motore bicilindrico a V che equipaggiò la Morini 3 e mezzo. Sembra quindi ancora più incredibile che, a trent'anni di distanza, la stessa matita che progettò quel motore sia ancora qui per donarci un'altro splendido regalo: il motore a V della rinascita moriniana. Stiamo parlando di Franco Lambertini, un uomo semplice e cordiale che ha segnato indelebilmente la storia motociclistica italiana.

V8-2


Anni '60: gli inizi  

Quello che pochi sanno è che Franco Lambertini inizialmente non è affatto legato al mondo delle moto, anzi. La sua carriera inizia nel mondo delle quattroruote (orrore) quando viene assunto dalla Ferrari nel 1961 come disegnatore meccanico. Se consideriamo che Lambertini è nato nel 1944 nella "terra dei motori", ovvero in provincia di Modena, possiamo ben apprezzare come sin da giovane (17 anni) abbia respirato l'odore ferroso e tagliente delle officine.


 

Serenissima outside

Dopo essersi occupato di un pò di tutto in Ferrari, la abbandona e passa alla fabbrica di auto sportive MWM a soli 23 anni (siamo nel 1967), divenendone il progettista capo. Un ruolo che sicuramente gli si confà più pienamente rispetto all'incarico un pò grigio svolto in Ferrari. Tuttavia, Lambertini - come molti altri - deve molto agli anni passati in Ferrari dove ha sicuramente completare la sua formazione motoristica a 360 gradi, venendo anche in contatto con i migliori uomini del mondo motoristico e telaistico.

Dalla sua collaborazione alla MWM nascerà un prototipo per la competizione dotato di un 8 cilindri a V di 90° che correrà per la scuderia "Serenissima". Questo motore (pare progettato in collaborazione con Harry Mundy finirà poi per equipaggiare la berlinetta sportiva "Serenissima Ghia Coupé" che sarà presentata nel 1968 al Salone Internazionale dell'Automobile di Torino.

 

serenissima ats_bnDa quanto sopra, si scopre quindi un Franco Lambertini "tutto a quattroruote" ciò può sorprendere chi pensava che il suo il suo impegno fosse stato sempre concentrato al mondo delle due ruote. In più, lo vediamo addirittura ritratto in foto vicino ad Alf Francis che firmerà il debutto della scuderia Serenissima in formula uno con la "M1AF" (McLaren - Chassis 1 - Alf Francis). Il luogo ritratto in foto è quello di Formigine, vicino sia a Modena che a Maranello, dove Volpi ha impiantato la sua piccola ma agguerrita fabbrica di produzione. La Serenissima (che era uno dei migliori clienti della Ferrari) era un scuderia che si accaparrò le simpatie di molti dei fuoriusciti dalla Ferrari che abbandonarono la fabbrica di Maranello dopo aspri contrasti con la personalità del "Drake" (vedasi The great walkout - La grande Fuoriuscita). In tale occasione, Volpi finanzierà la neonata società ATS - Automobili Tursimo e Sport, creata appositamente per accogliere gli "scontenti".

 

1970: ingresso nel mondo delle due ruote

Ma la vita è come una scatolina di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita (parafrasando il famoso film). Nel 1970 la piccola fabbrica di Formigine chiude e Lambertini si ritrova disoccupato. Siccome la vita non è un film, Lambertini inizia a guardarsi intorno, e nota un annuncio su un giornale: la Moto Morini cerca progettisti. Si presenta e, come piccolo esame d'ammissione, disegna una testa piatta per il motore dell'allora Corsaro, la potenza del motore sale a 18 cavalli. E' assunto.
La Moto Morini gli affida il ruolo di responsabile della progettazione, Franco Lambertini ha soli 26 anni (diventerà poi Direttore Tecnico nel 1972). Lambertini entra in azienda in un momento particolare: il 30 Giugno 1969, all'età di 71 anni, viene a mancare Alfonso Morini. Il triste fatto scuote profondamente tutta la Morini; fortunatamente le redini della ditta passano in mano dell'unica figlia di Morini: Gabriella, che si accolla coraggiosamente la pesante eredità lasciatale dal padre.

 



 


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